di Stefania Ferrazzi
aritmia
Ora sporgiti e raccontami una storia, spalanca le tue fauci e divorami. Necessito l’eleganza spigolosa di altre parole che non siano mie ma ti imploro, mia nemesi, se mai mi dovessi percepire sussurrante, tu travolgimi.

Ignoro il motivo per cui ti sto accanto ma asciugami il volto, perché ho perso il Lupo e ho smesso di vedere.
Poi ho perso l’Alfa e non ho più saputo cantare e d’ultimo
la mia stessa Ombra
smettendo di parlare.
Ho perso il calore del focolare notturno perché il troppo inverno l’ha portato lontano.
Ho smarrito il mio sguardo senza più distinguere le linee del mio essere.
Contenitore di un’anima che non mi appartiene
di un’amore che non so possedere.
Ma a te va la colpa di avermi attratta nei miei giorni più insani.
Sapremo cadere
danzando?
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