di Stefania Ferrazzi

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Ti porto con me scomponendo piano i tuoi sbagli.

Guarda, attraverso le mie dita,  piangere il tramonto.

Cibiamoci, in questa luce addormentata, assaporando nettare di melograno.

Scambiamoci orgasmi.

Sopra i nostri giacigli,

 di vetro freddo

i chiodi

tormentano le nostre carni

consumandole.

Corpi fragili incapaci al perdono,

eternandosi.

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