Iohannis Lucae Berni

Liber Animalium Politicorum

Ultimamente, la politica del nostro povero, martoriato Paese s’è riempita di creature d’ogni genere, tra le quali è forse venuto il momento di far splendere la luce chiarificatrice della conoscenza: così, tanti secoli dopo la celeberrima definizione aristotelica dell’Uomo «animale politico», elencheremo qui una rassegna di animali politici odierni, constatando quanto, pur nella diversa interpretazione in cui qui la riproponiamo, quella definizione conservi la sua verità: soprattutto, per quanto riguarda l’animale.

Caimano (reptilis Berlusconii): parente più piccolo dei coccodrilli, trascorre la maggior parte della giornata in ammollo nei fiumi, dove tende insidie alle prede. Quando le mandrie di bufali si avvicinano alla riva per abbeverarsi, esso aspetta pazientemente, fingendosi una roccia affiorante, per poi azzannare l’animale e trascinarlo in acqua, dove lo affoga. È un rettile tendenzialmente solitario, che occasionalmente si organizza in branchi, non molto grandi, per la caccia; le difficoltà sorgono nuovamente al momento di spartirsi il bottino. È invece completamente ostile ai suoi simili di altri branchi, e a qualunque altro predatore possa trovarsi nella zona. Ha cicli di riproduzione molto rapidi, e questo gli consente di accoppiarsi molte volte.

Canguro (aemendatus maximus): mammifero marsupiale poco diffuso, oltre al curioso sistema di riproduzione, ha una particolare forma degli arti posteriori, quelli che impiega nella locomozione, che gli consente di saltare e coprire così lunghe distanze nel minor tempo possibile; questa caratteristica gli consente di battere rapidamente grandi aree della prateria australiana in cerca di cibo; tale costume non è comunque privo di rischi, perché un’eccessiva velocità può rendere difficile notare insidie nascoste e fermarsi in tempo.

Colomba (avis moderatus): piccioni-forme dal caratteristico piumaggio candido, è dotato di un temperamento insolitamente mite; si tiene lontano dalle risse per il cibo, che spesso accadono tra gli altri uccelli, tentando anzi di separare i combattenti. In tutti i raggruppamenti di uccelli, in situazioni di quiete, la colomba predilige l’area centrale del mucchio, in quanto è la parte più protetta.

Corvo (arpax Bertonis): con occhi, becco, zampe e piumaggio completamente neri, è un uccello carnivoro particolarmente inquietante; d’indole solitaria, caccia altri uccelli e roditori, ma non disdegna le carcasse, che anzi costituiscono la parte principale della sua dieta. Generalmente, le reperisce nei cassetti delle scrivanie.

Falco (arpax extremisticus): grande uccello da preda del gruppo dei rapaci, è molto territoriale e caccia prevalentemente colombe. Ha una vista molto acuta, ma pare se ne serva appieno solo per la caccia, risultando curiosamente miope in molte altre occasioni. Si aggira per il cielo a larghi giri, piombando sulle prede da direzioni impreviste, e in genere da lontano.

Grillo (liguris rumorosus): insetto noto per il caratteristico richiamo che produce strofinando le zampe posteriori contro il proprio addome. Talvolta, questo suono arriva ad intensità sorprendenti, tanto da infastidire parecchio molti animali dall’udito sensibile, anche da grandi distanze.

Gufo (nemesis Renzii): deve il nome latino al primo studioso che ne diede una descrizione completa, ma non scevra di elementi estranei ad una rigorosa trattazione scientifica; nel volume, infatti, si dà credito alla superstiziosa convinzione che ascoltare il verso di questo rapace notturno porti sfortuna e si tende inoltre ad attribuire all’animale caratteristiche negative quasi umane. In una prospettiva più lontana dal pregiudizio, questo uccello è parte dell’ambiente naturale, dove ricopre una funzione rilevante nella catena alimentare; oggi, essendo una specie rara, dovrebbe essere protetto.

Lira (avis lyra): uccello quasi completamente estinto a causa dell’introduzione nel suo ambiente naturale di competitori molto più potenti, ad opera dei colonizzatori europei. Sopravvive solo in Turchia; una varietà molto più resistente è diffusa e protetta in Gran Bretagna, ma alcuni studiosi ne ritengono impropria la classificazione nella stessa famiglia.

Lombrico (Alfanus terrestris): anellide che vive in tane sotterranee, dove il clima umido gli è favorevole; esce allo scoperto solo dopo forti temporali, quando anche in superficie l’umidità gli consente di strisciare su una superficie relativamente liscia, più confacente al suo corpo molle, senza disidratarsi. Questo comportamento, se da un lato è finalizzato alla ricerca di cibo, dall’altro lato è molto pericoloso: esposti ai predatori, molti lombrichi finiscono per essere una facile preda, o muoiono per l’azione deleteria del calore solare, quando l’umidità diminuisce e non li protegge più.

Sanguisuga (vermis odiosus): invertebrato viscido che prolifera nelle paludi, dove si attacca ad altri animali per succhiarne il sangue. Non di rado, quando ha finito il pasto o l’animale ospite lo scaccia, si rifugia sott’acqua e striscia sul fondale in direzione di una nuova preda.

Vespa (intervistator tendentiosus): insetto di media grandezza, molto rapido nel volo, piomba sulle prede con ferocia e le uccide a colpi di pungiglione, col quale inietta veleno. Si rivela però enormemente mansueto con certi animali, qualora il loro comportamento gli risulti utile.

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