di Stefania Ferrazzi

treno

Agiti, Signore del Treno, i miei racconti incompiuti,

Le quiete pagine specchiano frusciando

sensazioni sotto pelle.

Distrai ogni mio calcolo scientifico,

Signore di questo Impero in partenza.

Un tuo fischio

e del tuo mobile palcoscenico

ne divengo comparsa.

Un tuo gesto e ne sono esiliata.

Seduci le mie retine ammaliando

la mia indole per le sfide .

Lentamente, sollevo la maschera

disarmandomi,

e mi pongo statuaria.

Attendo respirando l’inizio del gioco,

Signore del Treno,

percependoti ovunque.

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