di Giorgio Agosta del Forte

Coso che connette il mondo

Siamo la generazione

che si fa esplodere,

che si getta sotto i treni,

che litiga,

che scappa e affoga,

che è in crisi,

che è in dieta,

che è in ansia,

ma ció che importa

è correre dietro al consumismo.

Quella senza futuro,

senza soldi,

senza eroi,

senza tempo,

senza miti e leggende,

senza sonno,

ma pensa alle vite virtuali

degli altri sul coso che

connette il globo.

Quella che non guarda le stelle che cadono

né il sole quando si nasconde,

né gli arcobaleni,

né i temporali,

la neve? Neppure,

i cibi? Quelli sí, anche se non ho capito,

se poi li mangia,

perché devono essere fotografati

e poi postati,

sempre sul coso che connette.

Siamo la generazione che verrà ricordata

perché é stata lasciata sola,

sola nonostante:

i 7 miliardi,

la tv,

le discoteche,

le feste,

i viaggi intercontinentali,

le navi e

i viaggi spaziali,

i satelliti,

il GPS,

i messaggini,

il sushi,

l’uso scorretto del congiuntivo,

ma anche dell’apostrofo tra

qual

è,

l’ordine nuovo mondiale,

gli UFO,

le scie chimiche,

la moneta unitaria,

e ovviamente

il coso che connette.

Anch’io sono di questa generazione,

ma un libro come Dio comanda,

l’odore di antichi diari,

le tisane,

un gatto o un cane,

o un ragnetto o un cervo volante,

le lucciole nei prati,

il profumo della pioggia sull’asfalto,

le ginocchia sbucciate,

i calzoni con le toppe,

un fiore portato nel taschino

di una camicia sgualcita,

le farfalle che corteggiandosi

danzano,

i giradischi,

i caleidoscopi,

le bolle di sapone,

la parola: “abbracciamoci”

(quanto fottutamente è bella la parola: ABBRACCIAMOCI?!)

ma anche “baciamoci”,

non scherza un cazzo,

e infine

te,

sì!, proprio te,

fanno sì

che la Terra,

che è un pianeta

del sistema solare,

nella via Lattea,

sia un posto dove

la solitudine

non è poi così solitaria,

anche se siamo

solamente io e lei.

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