di Giorgio Agosta del Forte

Viale d'autunno

Ti ho ricordata,

dalla mia stanza buia.

Ci siamo innamorati tra i nostri pensieri.

Ricordi?

Era autunno,

le foglie, dopo aver bevuto il sole,

ubriache,

tramontavano colorate a terra.

Rosso, giallo, arancione,

quando le persone non ci scaldano,

lo fa la natura.

Le storie d’amore iniziano con un «Ciao»,

la nostra, invece con:

«Cosa succede se ti bacio?».

Anime sconosciute le nostre,

ma i cuori già, si tenevano la mano e

andavano a prendersi qualcosa di caldo

perché se avessero aspettato una nostra mossa,

avrebbero preso il raffreddore.

Tu, mi sorridevi e arrossivi,

io, mi perdevo tra le tue lentiggini

e pensavo: «Ha un cielo stellato sul volto,

devo dirglielo».

«Devo dirti una cosa…».

«Che cosa?».

«Credo di essermi innamorato degli astri sul tuo viso»,

«Come, credi?!».

«Sono un uomo di poca fede, ma un bacio mi farebbe credere di più».

I nostri sogni, le promesse, i viaggi, i litigi…

Ma siamo stati reali?

Dove sei ora?

Ti manco?

Con chi sei?

Ti sei dimenticata di volermi bene?

Non ha importanza,

sempre illusioni restano.

Illusione che sanno di te.

Ed io, ora, nel buio rido,

anche se non c’é proprio un cazzo da ridere.

Annunci