di Giorgio Agosta del Forte

Stanza d'albergo Hopper

Girovagava

per le stanze

quasi in punta di piedi.

Era un po’ nuda.

La abbracciava

solamente

un maglione

blu.

Ci navigava

in quel maglione

blu.

Stava comoda.

Sbirciavo

dal letto

questa sua leggerezza

del vivere

che solamente

i gatti

sembrano concepire.

«Vieni qui sotto alle coperte», le dicevo.

«arrivo subito», mi diceva.

Ma ci metteva

un po’

ad arrivare.

Mi concedeva

tutto il tempo

per farmi innamorare.

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