di Gianluca Berno

Naviglio di notte

Questa è la seconda poesia dedicata a Milano, stavolta ai navigli. Si tratta di un’esperimento molto complesso, perché il ritmo tenta di riprodurre l’omonimo valzer da I Racconti di Hoffman, composti da Offenbach. Ogni strofa ha un proprio schema metrico.

Sul naviglio la barca va,

sospinta dal remo, va:

lentamente, nella città,

in mezzo all’oscurità

scivolando senza fretta,

nel silenzio va;

debolmente illuminata,

nel silenzio va.

La città irrealmente muta sta

―più una vita non ha!

E nell’acqua il remo gira ancor

―increspandola un po’.

Luna in ciel, guarda giù:

quando mai vista tu

hai l’alzaia deserta a quest’or?

Sul naviglio la barca va,

e nessuno la vedrà:

nella Darsena approderà

ma non parrà in città…

Quando il sol tornerà

sveglierà la città;

il sogno se n’andrà

e il rumor tornerà

nella città.

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