di Stefania Ferrazzi

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Ci troveremo,

a poetica conclusa,

sull’ardere di grammatiche

e ponti muti.

Tu, io: tra le cose che esistono

– ché è così che immagino il mare,

l’ultimo orizzonte,

la pelle del mondo.

Tra quello che sono e ciò che non mi

[basta.

.

Fare

di me e te

l’attraversarci.

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