Trovate qui gli altri Ircocervi e qui la spiegazione del gioco.

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Shakespritz

Soda di una notte di mezza estate

(Atto unico)

Dramatis Personae

 

Romeo, impiegato delle Poste.

Giulietta, sua moglie.

Otello, Desdemona, Riccardo, i loro figli in ordine d’età.

Shylock, il vicino di casa pensionato.

Ofelia, la portinaia.

Oberon, una zanzara.

 

Milano, periferia Nord-Ovest, nel cuore di una notte di luglio. Due camere contigue di due appartamenti di un condominio.

 

Scena I

 

(Romeo, Giulietta nella camera a destra; Shylock in quella a sinistra, ma è tutto buio e non si vede; inizialmente fuori scena Otello, Desdemona e Riccardo. Tutti dormono, quando un ronzio insistente sveglia gli occupanti della camera a destra, mentre nessun segno di vita giunge dall’altra, avvolte nell’oscurità).

Romeo ‒ (assonnato) Uffa, che cos’è questo rumore?

Giulietta ‒ Che vuoi che sia, è una zanzara, no?

Romeo ‒ Ma con tutti i posti che ci sono, proprio qui deve rompere i…?

Giulietta ‒ Non fare il volgare, ché siamo a teatro!

Romeo ‒ Ma è una commedia…

Giulietta ‒ Sì, ma di un certo livello.

Romeo ‒ (sarcastico)

           Oh, par anch’ a voi, signora mia, ch’una creatura

           Notturna produca un lamento con ali di sogno,

          Che sbatte con forza, sembrando implorare un aiuto?

          Che forse sia un’anima in pena, che cerca l’estremo

          Riposo, chiedendo con questo ronzar che qualcuno

          L’aiuti a concluder il proprio protratto soggiorno

          Su questo misero palco ch’è il mondo? Allora,

          Se vera è l’ipotesi, voglio donarle il mio aiuto:

          Con atto di somma pietà le permetto or d’andare

          Diritta all’ignoto paese al di là della morte

          ‒ Quel luogo da cui viaggiator mai tornato è, si dice… ‒

          Sì ch’alla fine si possa tornare a dormire

          Quel sonno che toglie alla vita, per dartela ancora

          Nel giorno che viene di seguito. Vieni, zanzara!

(Si leva brandendo una ciabatta).

Giulietta ‒ Sempre ironie, tu! Come si fa a mettere su uno spettacolo serio, se poi…?

Romeo ‒ Beh, se vuoi uno spettacolo serio ti accontento: per quella maledetta finirà in tragedia!

Giulietta ‒ Sì; non era esattamente quel che avevo in mente…

Romeo ‒ Ma chi se ne frega, permetti che non le sopporti, quelle… (occhiataccia della moglie: Romeo esita un istante prima di concludere) …insomma,

          Mia cara, tu sai quanto stenti a soffrire le lievi

          Carezze di certe bestiole che, danno recando

          A chi le riceve, producono assilli e la notte

          Gravosa fan, specie se è caldo com’è questa sera.

Giulietta ‒ Romeo, non è necessario declamare ogni volta. Comunque, evita di far troppo rumore…

Romeo ‒ Importa davvero il rumore? È niente se penso alla vendetta dolcissima che mi sto preparando. Ora, per favore, stai ferma lì, non mi distrarre e non far movimenti bruschi… (si tocca le labbra con l’indice, a chieder silenzio).

(Romeo colpisce sei o sette volte il muro, seguendo il ronzio disperato della zanzara).

 

Scena II

 

(Shylock, Otello, Desdemona, Riccardo e detti).

 

(Shylock accende la luce nella stanza di sinistra, gridando e sbattendo un pugno sul muro).

Shylock ‒ Si può sapere che cosa state combinando lì dentro? Mi sono svegliato con la paura che fossero tornati i Tedeschi con le mitragliatrici…!

Romeo ‒ (a parte) Sì, quest’altro, i Tedeschi… (ad alta voce, attraverso il muro) Non si preoccupi, stavo solo cercando di schiacciare una zanzara con una ciabatta…

Shylock ‒ (strizzando gli occhi e mettendo la mano a coppa vicino all’orecchio perché non sente) Come? Si sta impiccando con la cravatta? E c’è bisogno di fare tutto questo baccano? Ma si suicidi in silenzio, per cortesia!

Giulietta ‒ No, no, signor Shylock, mio marito ha detto che stava cercando (sillabando) di – schiacciare – una – zanzara – con – una – ciabatta!

Shylock ‒ Ah, ho capito… meno male che c’è lei, signora, che si sa spiegare… (Romeo, esterrefatto, fa per rispondere ma la moglie lo ferma; entra Otello).

Otello ‒ (assonnato) Ehi, che state facendo? Lo sapete che domani ho la verifica di algebra, perché fate tutto questo casino?

Romeo ‒ Giovanotto, non mettertici anche te, già c’è il reparto geriatria qui di fianco, che…

Shylock ‒ “Reparto geriatria” ci sarai tu, chiaro?!?

Romeo ‒ Ah, però quando le interessa ci sente benissimo, vero?

Shylock ‒ Che ha detto?

Romeo ‒ Sì, sì, buona notte, eh?

Shylock ‒ Io vi faccio causa! Uno di questi giorni vi denunzio alla forza pubblica per schiamazzi notturni, vi porto davanti alla Suprema Corte, vi rovino…!

Giulietta ‒ Per favore, non fate troppo chiasso, o si sveglia anche il piccolo…

(Entra Desdemona, accanto a Otello).

Desdemona ‒ Ehi, che cosa succede, c’è ancora la riunione di condominio?

Romeo ‒ (addolcendo il tono) No, tesoro, torna a dormire… (a parte) Anche se, in effetti, siamo lì-lì…

Shylock ‒ Allora? Sto aspettando per lo meno delle scuse!

Romeo ‒ Scuse di che cosa, torni a dormire, se no il caldo la rovina definitivamente! (sonora ciabattata sul muro) Ah, t’ho beccata, brutta…!

Giulietta ‒ Romeo! Che cosa ti ho detto prima?

Shylock ‒ (urlando furibondo) Adesso mi avete stancato, io chiamo la forza pubblica!

(exit).

Giulietta ‒ (supplice) Per piacere, non vorrete che si svegli anche Riccardino… allora, altro che schiamazzi!

          Ripeto, vi prego, di far men rumore, se poi non

         Volete che il peggio cominci: Riccardo, il terzo,

        Non ha un anno ancora, se fate un tal chiasso la fine

        Sarà! Per questo continuo a pregarvi di smetter

         Adesso, cioè prima che un altro rumore…

(vagiti furiosi; Giulietta assume un’espressione non dissimile e pari durezza nella voce)

                                                                                      …lo svegli.

Grazie tante, sul serio! No, tesoruccio, non è niente, non è niente…

(exit).

Scena III

 

(Giulietta, Riccardo, Shylock, Ofelia e detti).

 

(Rientra Giulietta, con Riccardo in braccio).

Giulietta ‒ (amorevolmente, cullando il piccolo) Su, su buono, piccolino, buono…! (agli altri, sibilando minacciosa, mentre séguita a cullare Riccardo) Si sta calmando… ora, se uno di voi osa fare ancora rumore, giuro che non uscirà vivo di qui. Anzi: Desdemona, torna a dormire come ti ha già detto papà.

Desdemona ‒ Ma non è giusto, perché devo andarmene a letto? Voi siete svegli…!

Giulietta ‒ Appena abbiamo risolto, torniamo a dormire anche noi; ora va’, non farmelo ripetere.

Otello ‒ Su, nanerottola, vai.

(la spinge fuori: exit Desdemona).

Giulietta ‒ Vale anche per te, giovanotto: non hai una verifica, domani?

Otello ‒ Appunto, se evitate di sbraitare attraverso il muro, mi fate un favore…

(exit).

(Rientra Shylock, nella sua stanza, con la portinaia Ofelia al seguito).

Shylock ‒ Allora, avete smesso con gli schiamazzi?

Ofelia ‒ Mi scusi signor Shylock, ma, a parte l’ora, potrebbe spiegarmi perché mi ha portata fin dentro casa sua? Non bastava trovarci tutti in pianerottolo?

Shylock ‒ Lo so, lo so, ma la scena è formata solo da queste due stanze ed è fissa… (verso il muro) Dunque, che cosa avete da dire a vostra discolpa?

Romeo ‒ L’unico che fa schiamazzi, qui, è lei: abbiamo appena calmato il bambino, se si risveglia…

Ofelia ‒ Insomma, null’altro capisco se non ch’a quest’ora

          Ho solo gran voglia d’andare di nuovo a dormire.

          Se fate baccano, chiunque sia stato, gli giuro

          Che chiamo di corsa i carabinieri; ciò detto,

         A tutti augurando una notte serena, ritorno

         Felice là donde salita son qui, ci si vede!

(exit).

Shylock ‒ Ma… ma…!

Ofelia ‒ (Voce da fuori) Buona notte, ho detto!

Shylock ‒ Per questa volta, l’avete fatta franca, ma non finisce qui!

(exit).

Romeo ‒ Bene, e adesso che abbiamo finito con questa pantomima, tutti a dormire… anzi, fa un caldo tale che quasi quasi… (a Giulietta) Tesoro, abbiamo ancora quelle lattine di soda?

Giulietta ‒ Mi pare di sì; ma è il caso di berla così fredda a quest’ora?

Romeo ‒ Tranquilla, bevo piano…

          Tornata la pace, m’avvedo del caldo che ancora

          Pervade e attanaglia la notte stellata. Per questo

          Ritengo che, dopo d’aver sostenuto due guerre,

          La prima con quella zanzara e poi l’altra col vecchio

          Qui accanto, ritengo d’aver guadagnato il diritto

          Di bere una soda, stanotte, nel mezzo d’un luglio

          Rovente, tal quale l’inferno profondo. Al frigo!

(exit).

 

Scena IV

 

(Romeo, Giulietta, Riccardo, Oberon).

Giulietta ‒ Beh, fai come vuoi… (a Riccardo, che tiene in braccio e culla ancora) e noi, intanto, ci rimettiamo a dormire, eh?

Romeo ‒ (Rientrando) Ehi, non ci sono!

Giulietta ‒ Sei sicuro?

Romeo ‒ Sì, ho rovistato tutto il frigo… Eppure ero convinto che ne avanzasse almeno una.

Oberon ‒ (Sola voce) Infatti, ma ora è scomparsa.

Romeo ‒ Chi ha parlato?

Oberon ‒ Eccomi (appare una zanzara, tutta bianca, luminescente),

          Son io la zanzara c’hai ucciso stanotte, marrano,

          E porto un messaggio per te, dal profondo del nuovo

          Mio stato. Son Oberon, spettro di quella creatura

          Che tu, mortale, alla morte hai voluto gettare:

          Ti porto la pena che è stato deciso tu sconti

          Per questa tua colpa. Decreto divino richiede

          Che tu per espiare patisca stanotte la sete.

          Per questo la soda che brami, assassino, disparve;

          Per questo quel ch’ora hai sudato non puoi ritrovare

          Bevendo, così come avevi sperato di fare.

          Tu devi sapere, crudele, che solo le donne

          Di nostro lignaggio vi succhiano il sangue e vi danno

          Prurito; ma i maschi, qual pure son io, non lo fanno,

          Perché d’altro cibo han bisogno. Pertanto risulto

          La vittima non colpevole dell’umana perfidia.

(exit).

Romeo ‒ (Inorridendo, ad alta voce, un pugno rivolto al cielo) No! che tu sia maledetta, zanzara! Come diavolo facevo a sapere che eri un maschio? Per quale colpa mi accusi? Non potevi evitare d’entrarmi in casa?

(Vagiti furiosi di Riccardo, ridestato dall’urlo del padre).

Giulietta ‒ Romeo! Che diavolo parlo a fare, io, in questa casa? Adesso, reo pure di quest’altra colpa, non solo ti tieni la sete, ma riaddormenti il piccolo! (Glielo mette in braccio) io vado in bagno: buona notte, cavaliere senza soda…

(exit).

(Rimasto solo col bambino in braccio, Romeo lo culla, gironzolando per la stanza, mentre quello, molto lentamente, si acquieta).

Romeo ‒ Ah, questa notte ce l’han tutti con me… Almeno tu, Riccardino, fai il bravo col tuo papà: dai, ti racconto la battaglia di stanotte così ti riaddormenti, eh? Passerà anche questa notte, e domani potrò almeno bere qualcosa, anche l’acqua del rubinetto… Allora, c’era una volta una zanzara cattiva, che…

(exeunt omnes).

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