L’Ospedale

di Gianluca Berno

L'Ospedale

In terzine dantesche descrivo un qualunque ospedale italiano dove, alle sofferenze della malattia, l’amministrazione ha aggiunto senza alcun riguardo altri dolori per i poveri pazienti. Questo, secondo la mia personale opinione, non è tanto una prova dell’inefficienza dello Stato, quanto una prova della sua volontà d’essere inefficiente. I grandi interessi economici, attraverso l’Unione Europea e i suoi vincoli di bilancio, premono per la privatizzazione: quale modo migliore per imporla, se non farci credere che serva?

Quale la bolgia decima di Dante,

piena di malati d’ogni genere

che scontano così le loro tante                          3

malefatte; al modo stesso l’onere

mi spetta di rappresentarvi in versi

quel che degl’ospedali fa rodere                       6

di più. Pazienti con gli sguardi persi

nel vuoto, aspettando ‘l turno; cartelli

attaccati con lo scotch, in diversi                      9

modi scritti; ne’ corridoi carrelli

per le pulizie, dei medicinali,

oppure barelle ed altri non belli                      12

spettacoli; tappati co’ giornali

gli spifferi. Tempi – che tempi! – serve

aspettare, per esami normali,                          15

da non potersi credere; sì ferve

il lavorar di medici e infermieri,

ma non v’è scampo, con tali caterve               18

di genti sempre in cerca di pareri

anche sul raffreddore o l’influënza.

Se il personale avesse dei poteri                     21

tali da fare tutto in efficienza,

allor sarebbe ogni pecca troncata;

ma la natura umana e l’indecenza                  24

d’esser da corruzione saccheggiata,

e di conquista delle mafie terra,

e in mano a certi baroni affidata                    27

son sempre stati causa, nella guerra

per la salute, di grandi sconfitte.

Ma il peggio è pensare che si disserra      30

così la strada del privato: fitte

code lì non vi son, si fa più presto…

Eppur rimangono in gola confitte             33

le cifre spese dal povero onesto.

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