di Giorgio Agosta del Forte

E sproloquiammo

di filosofie distratte

e di un dio che lanciò

i dadi della vita

giù dal tavolo,

smarrendoli;

poi tra una logomachia

e l’altra

ti dissi

che io e te,

in un tempo dimenticato,

in un luogo sperduto

dal nostro cuore,

ci eravamo stretti il mignolo

promettendoci

che ci saremmo ritrovati.

 

E ora che siamo

seduti in questo

cantuccio illuminato

da candele,

e un chitarrista

strimpella suoni

riempiti d’amore,

i miei occhi si

ritrovano nei tuoi,

che hanno un colore

irrecuperabile.

 

E poi, tra una tisana

e una birra,

ridiamo perché

sappiamo di aver mantenuto

fede alla promessa,

e ci sfioriamo

per poi baciarci

uno sproposito.

 

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