di Stefania Ferrazzi

Nota: il titolo è preso da Catullo LXXII, 6. Significa: «molto per me, tuttavia, sei più vile e minor d’importanza».

Poi è arrivata.

Una ragazza come tante,

parlava solo di feste

e di persone incontrate,

conosciute,

sconosciute,

e di cosa fare stasera.

E domani sera.

E mercoledì sera

e giovedì sera

e venerdì sera

e sabato sera.

.

È comparsa

senza nulla di specifico

e ti ho visto mutare

mentre le scrutavi il profilo

del volto,

con occhi così pieni

di…

.

Ho osservato il tuo smarrirti

tra le linee

della sua collana

cupa,

posata

tra i solchi leggeri

di un mare selvaggio.

.

Sfioratale la spalla

con dita insicure,

lei ha riso

e hai riso a tua volta

in un modo che…

.

Cazzo,

mi ha fatto schifo.

.

Eppure, nel buio di una sera,

te l’avevo chiesto, ricordi?

«Ma tu non svenderti mai, per piacere»,

e tu avevi vibrato,

sorridendo

di un sorriso

che era ancora il tuo.

.

E così,

all’asta delle femmine

cedendoti,

alla migliore offerente,

hai perso tutto ai miei occhi

ed io ho smesso di amarti.

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