di Gianluca Berno

Endecasillabi sciolti che riassumono l’opera e alcuni fatti della biografia di Publio Virgilio Marone, il maggior poeta latino. La particolarità? Ogni singola parola inizia per V, come il nome del vate.

Valorizzati versöi, villaggi,

vacche, valligiani,[1] volli vicende

vittoriose versificar virumque

venerëo[2]. Vanificando viaggio

verificatore, vïa va vita:[3]

vincolai validi vicini, verso

veruno vivesse…[4] Vigliacchi vermi,

vïolarono voto! Verba volant.

Note:

[1] Valorizzati…valligiani: sono i temi che Virgilio cantò nelle prime due tra le sue tre opere canoniche, ossia le Bucoliche (dal gr. boùkolos, “bovaro”) e le Georgiche (dal gr. gheorgòs, “contadino”).

[2] virumque: lat., “e l’uomo”, cit. della seconda parola dell’Eneide (I,1). In questo caso l’uomo è detto venereo in quanto è Enea, figlio della dea Venere.

[3] Vanificando…vita: Virgilio compì un viaggio in Grecia per raccogliere informazioni, le quali sarebbero servite alla revisione finale dell’Eneide; purtroppo il poeta, già cagionevole di salute, non resse agli strapazzi della doppia traversata e morì appena tornato, a Brindisi.

[4] vincolai…vivesse: in punto di morte il poeta avrebbe imposto un giuramento a due amici, cui affidò il suo poema, affinché lo distruggessero. Non voleva, secondo la tradizione, che la sua opera circolasse incompiuta. Grazie ai due spergiuri noi possiamo leggere il poema.