di Gianluca Berno

Ehilà,

  siamo arrivati, dunque, alla conclusione di questo lungo fumetto. Sperando non vi sia dispiaciuto troppo, annuncio qui che lo farò uscire tutto intero, magari diviso solo nelle quattro puntate, per renderne più facile la lettura: mi rendo conto, infatti, di quanto sia farraginoso il sistema che ho usato per la prima pubblicazione.

Fino ad allora, vi lascio un paio di note conclusive: nel corso delle puntate ho citato film e credo d’aver anche detto che ho letto dei libri sul celebre naufragio; il minimo ch’io possa fare ora è rendere conto con più precisione di bibliografia e filmografia. Per i libri darò l’indicazione completa – talvolta recuperata in Internet perché non li ho tutti sott’occhio adesso – di quelli che ho effettivamente letto, più qualche breve notizia se necessaria; per i film vorrei dilungarmi un pochino dando anche uno straccio di trama e magari di recensione, quindi scriverò un “Fine-2”. Abbiate pazienza, per favore…

Bibliografia

I libri sono dati in ordine per cognome dell’autore.

K.C. Barnaby, I più importanti disastri navali, Mursia, Milano 1974, pp. 106-9, 113-32, 273-5 | Una sorta di enciclopedia dei naufragi, nella quale un architetto navale analizza i casi più emblematici dal punto di vista della sua disciplina. Qui rimando a quelli che ci riguardano direttamente: la collisione tra l’Olympic e l’incrociatore Hawk che nel fumetto è citata alle pp. 5 e 12; il naufragio del Titanic visto attraverso gli occhi dell’ingegner Andrews; e alcune precisazioni tecniche sull’effetto canale, il fenomeno che sta dietro la collisione dell’Olympic.

D. Bellomo, Titanic. L’altra storia, Mursia, Milano 2012 | Con una prosa di forte suggestione, il libro segue tutta la vicenda con molta attenzione verso il lato introspettivo e, si potrebbe dire, filosofico, partendo dal presupposto fondante che gli incidenti non esistano. Si dipana così, tra scelte dettate dallo spirito del tempo, errori, coincidenze che rasentano il colpo di teatro, la lunga catena che conduce al disastro.

C. Bossi, Titanic: storie, leggende e superstizioni sul tragico primo e ultimo viaggio del gigante dei mari, Giunti, Firenze-Milano 2012 | Il Bossi è il massimo esperto italiano della storia del Titanic, o almeno è quello che le ha dedicato più lavoro negli ultimi tempi, sia con questo libro molto puntuale, sia per mezzo di un vasto e ben tenuto sito Internet (“Titanic” di Claudio Bossi). Nel libro vengono riportati dati statistici, notizie poco conosciute, leggende e voci, aneddoti, dettagli tecnici, storie di passeggeri. Purtroppo l’ho letto dopo aver realizzato il fumetto, altrimenti avrei trovato notizie di grande utilità.

H. Brewster, Le luci del Titanic, Piemme, Milano 2012 | Romanzo sostenuto da buone e attente indagini, ben scritto e suggestivo, del quale si segnala la peculiare ipotesi che almeno due passeggeri di una certa fama fossero omosessuali; nessun altro, per quanto ne so, ha tentato indagini al riguardo, perciò non mi pronuncio sulla validità della tesi.

J. Conrad, Il Titanic, Passigli, Firenze 1999 | L’autore di Cuore di tenebra Nostromo, per citare un paio di suoi capolavori, si occupò della triste vicenda in un paio di articoli usciti nelle settimane immediatamente successive sulla «English Review». Con geniale e caustica ironia, egli parla da marinaio e denuncia errori e negligenze, mettendo alla berlina i colpevoli e coloro che, nella “Mirabile Inchiesta” (cit.) del Ministero del Commercio a Londra, dovrebbero giudicarli.

G. Costa, Dal Titanic all’Andrea Doria. Storia di naufragi del XX secolo, Gribaudo, Milano 2010, pp. 7-52 | Questo libro riassume con lo stile di una cronaca alcuni dei più famosi naufragi del Novecento, cominciando proprio con il Titanic. Si tratta di una onesta compilazione per chi volesse un semplice resoconto. Segnalo le tabelle riassuntive di sopravvissuti e morti alla fine del capitolo, divisi per classe.

R. Davenport-Heines, Lo spettro del ghiaccio. Vite perdute sul Titanic, Einaudi, Torino 2012 | Il maggiore tra i pregi di questo libro è la resa magistrale dell’ambiente e del pensiero dell’epoca. Molti esempi e dettagli riferiti in queste pagine compongono l’affresco in cui la vicenda del transatlantico sventurato si colloca. Notevoli anche le biografie dei tre uomini che concepirono il Titanic, in special modo sul versante del carattere.

A. Gracie, La verità sul Titanic, Anniversary Books, Modena 2011 | È l’edizione italiana, pubblicata entro il centenario del disastro, del libro scritto dal colonnello Gracie, sopravvissuto al disastro, tra il 1912 e il 1913, quando morì senza concludere l’ultima sezione. Il principale interesse del libro risiede nella condizione di testimone diretto del suo autore, il che è però ben lungi da essere una garanzia di “verità”, checché ne dica il titolo. Purtroppo il colonnello, pur animato da nobili intenti, commette più di un errore, ma la sua ricerca, per il resto encomiabile, rimane un reperto del suo tempo e dice molto su un clima culturale, se non sui fatti precisi.

E.F. Hansen, Corale alla fine del viaggio, Tropea, Milano 2012 | Un bel romanzo in cui vengono messi in scena sette orchestrali immaginari, al posto degli otto autentici. Così l’autore riesce a inventare le loro storie e, attraverso di esse, a raccontare qualcosa di vero: per esempio si sofferma sulla condizione in cui i musicisti lavoravano e sulla vita di bordo.

J.-P. Keller, Sul ponte del Titanic, Eleuthera, Milano 1997 | Sono soprattutto riflessioni, in qualche modo filosofiche, sul fatto che noi moderni siamo un po’ tutti su quel ponte inclinato. Molto breve ma intenso.

W. Lord, Titanic: la vera storia, Garzanti, Milano 1998 | Si tratta dell’ultima edizione di quel famoso A Night to Remember pubblicato nel 1955 ed edito in Italia, già allora dalla Garzanti, col titolo Titanic, latitudine 41 Nord. Ambiziosamente, esso si proponeva di ricostruire l’ultima notte della grande nave con la massima accuratezza che fosse allora dato di raggiungere: per quanto si poteva sapere all’epoca, il sig. Lord, cui la passione per il Titanic era nata da una visita sull’Olympic fatta da bambino negli anni ’30, poteva orgogliosamente affermare d’esservi riuscito. Aveva rintracciato e intervistato quei superstiti che ancora erano vivi e consultato i verbali delle inchieste; e fu subito best seller, tanto da trasformare il libro prima in uno sceneggiato (1955, per la B.B.C.) e poi in un film (v. Filmografia, ad vocem «Titanic, latitudine 41 Nord»). Ciò non toglie che vi siano errori all’epoca inevitabili: per dirne uno, tanto nel libro come nel film la nave affonda tutta intera.

G. Marcus, Il viaggio inaugurale del Titanic, 1972 | La ricostruzione si basa su documenti e testimonianze ma è un po’ datata, con alcune imprecisioni. In compenso sono suggestive le descrizioni d’ambiente, sia fisico – per esempio tutta la campagna inglese attraversata dai passeggeri sul treno da Londra a Southampton – sia umano. Si segnala che viene riportato in traduzione il testo dell’inno Eternal Father Strong to Save, che nel fumetto viene citato a p. 20.

D. Pascal, M. Pascal, Titanic. Oltre la maledizione, Corbaccio, Milano 2005 | Da prendere con le pinze, tratta il mito della “nave maledetta” cercando di calarlo in un contesto più scientifico e rigoroso, cercando di distinguere le premonizioni autentiche – comprovate da documenti scritti anteriori al naufragio – dalle molte bufale e trovate pubblicitarie. Purtroppo vi si trova anche poca attenzione per i dettagli o la tendenza a lasciarsi andare al gusto del racconto quando si tratta di raccontare le vicende dei passeggeri o di altre persone che hanno avuto presentimenti poi confermati dalla realtà.

Menzione speciale, sebbene io non me ne sia servito per il fumetto – è ad oggi il mio più recente acquisto in materia – per il catalogo della mostra Titanic. The Artifact Exhibition, dove un paio di curiosità non altrimenti reperibili si trova sempre; oltre, naturalmente, a un congruo numero di foto dei reperti esposti, ma li ho visti dal vivo e non c’è surrogato che tenga.

Annunci