di Gianluca Berno

Londra è apparsa nuovamente sui giornali in questi giorni, non per questioni elettorali né per un nuovo attentato terroristico: un grattacielo d’edilizia popolare, la “Grenfell Tower”, ospitante sino a pochi giorni fa centoventi appartamenti, è bruciato nella notte tra l’altr’ieri e ieri, con un bilancio forse destinato a non chiudersi mai del tutto; mentre si spera che i morti siano meno di un centinaio, emergono dettagli orribili, come le ragioni puramente estetiche di quel rivestimento in infiammabilissimo poliuretano che, quale che sia la causa dell’incendio, l’ha reso così rapido, furioso e distruttivo.

Di fronte alla scoperta che un capriccio di altolocati vicini di casa, disgustati dalla consapevolezza della povertà a pochi metri dalle loro lussuose abitazioni, ha determinato sì orrenda sorte per tanti innocenti, il mio debole ingegno non ha saputo trattenersi. Ne è venuta un’ode in endecasillabi e settenari con schema di rime AbaCC-DbdEE. L’ispirazione, per ragioni d’esami in preparazione, è pariniana.

La prima classe

  • Restano, dopo l’incendio, rovine

fumanti ed arse e nere,

autorità assassine

che in lagrime si sciolgono col fare

del coccodrillo, e tanto gran parlare,

  • ed un’inchiesta intorno alla favilla

che cominciò, le vere

cause tacendo. Strilla

qualche giornale che non smuove l’acque

e ci si scorderà quel ch’altrui piacque.

  • La Torre di Grenfell, così ho sentito,

avvampò nella notte,

mentre ch’era assopito

ogni animale in terra, e quale orrore

veder tanto sgomento e tal terrore!

  • La Torre di Grenfell, incappottata

da certe menti dotte

in plastica adornata:

del ricco alto parere si seguiva,

ché ogni qual volta la finestra apriva

  • si disgustava nel veder la brutta

sagoma popolare.

Si copra allora tutta

la vecchia facciata, e pur la coscienza,

e si tuteli l’occhio alla semenza

  • augusta, che di gran lusso s’ammanta

sovra le vite amare

degl’altri, e se ne vanta.

O caporali che Totò sprezzava,

e giustamente, per voi bruciava

  • l’umanità, da umanità soverchia

e sempre depredata!

D’infamia vi marchia

eternamente il vostro insano gesto;

e ancor continuerete quel contesto

  • che fu fatale a quei fratelli vostri?

Quanta vita sfruttata

vorrete che si prostri?

Come fu sempre nell’anglica Storia,

chi può sommerse altrui nella sua boria:

  • chi comandava ebbe sempre l’accesso

privilegiato al ponte

delle scialuppe, ch’esso

massimamente occupava, carenti,

a scapito di quelli più indigenti.

  • Mostruosità del secolo moderno,

che manda così a monte

vite in un tal inferno!

Ma se giustizia c’è fuor della vita,

la prima classe ne sarà arrostita.

Annunci