di Gianluca Berno

Cortese avvertimento ai vandali

Endecasillabi monorima.

A chi, in qualunque età, su un bell’arazzo

sfogò istinti animali, o del Torrazzo[1]

sfregiò le mura, non dirò: «T’ammazzo»,

perché mi sopravvive in cuore sprazzo

ancor di civiltà. Ma se il Palazzo[2]

volesse, approverei che tanto mazzo

ti si facesse su un pubblico spiazzo,

così ch’il trattamento mostri, o pazzo,

com’ha la testa chi tien il tuo andazzo:

è il solo termine, caro ragazzo,

che pur potrebbe qui fare codazzo

tra tante rime, ma non cito – è un lazzo –

lasciandone al lettore l’imbarazzo.

 

NOTE:

[1] Il Torrazzo è una rimanenza delle mura medievali, oggi scomparse, di Cesano Maderno (MI), che qui si cita per semplici esigenze di rima.

[2] Cfr. Guicciardini, Ricordi, ove per la prima volta tale metonimia viene adoperata per indicare il potere, sùbito contrapponendola immediatamente alla “piazza”, ossia il popolo.

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