Satira n° 15 di Gianluca Berno

Volendo si potrebbe considerare un Editoriale in versi, per quanto la forma lo collochi tra le poesie: terzine dantesche e quartina di chiusura.

*La Catalogna è un’erba molto amara

che non si mangia in tutte le maniere,

e non ogni palato questa impara

*ad apprezzar – eppure, a ben vedere,

non c’era poi bisogno ch’il vecchietto,

per continuar sullo scranno a sedere,

*ne masticasse le foglie e il gambetto

e ne provasse quindi tutto ‘l fiele.

Pure lo fece, e fu con gran dispetto

*che ne sentì ‘l sapor, non certo miele,

e il ramoscello, andato per traverso,

gli diede quella brutta faccia in tele.

*Marian furioso al popolo disperso,

chi sta con lui e chi grida nella piazza,

senza sapere s’abbia vinto o perso,

*di noia, ripetendosi, ci ammazza:

“Lo Stato di diritto è ormai salvato,

contro quei che, sleale, lo strapazza”.

*È ver che in Spagna venne decretato

nella Costituzione un solo Regno,

ma non mi par comunque sia sensato

*difenderlo a mazzate: modo degno

di quel franchismo che fu distruzione

d’ogni diritto, fin al tristo segno

*della suprema e orrenda divisione

tra un popolo e sé stesso, com’adesso.

Chi ha colpa, allora, della secessione,

*come che paia il referendum stesso?

Solo color che, con errati piani,

contro il diritto hanno un parere espresso?

O chi c’è solo per menar le mani?