di Gianluca Berno

A tutti i lettori del blog che capiteranno su questa poesia: vorrei proporvi un giochino. Non mi metterò a commentare o ad annotare le strofe che seguono (dico solo che si tratta di quartine d’endecasillabi con schema ABBA) ma, dato l’argomento, vorrei che nei commenti foste voi a provare a indovinare a quali libri io alluda. Chi scrive cerca sempre un contatto con il lettore, qualcosa che vada al di là del semplice “mi piace”, e poi – che non è meno importante – sono curioso delle vostre opinioni. Buona lettura.

*Dato ch’esisto mi metto a pensare

in cerca d’argomenti per dei versi

nuovi; ma aggrovigliandosi dispersi,

i miei pensieri si vanno a bloccare:

*che cosa scrivo, come regolarmi?

Guardo le mensole con i miei libri

perché l’ingegno da quelle si libri

usando di Camena tutte le armi.

*Mi s’affastellano in mente milioni

di frasi e versi che citar potrei:

e dal lecchese ramo inizierei,

o cercherei impensate soluzioni

*a crimini in cui indaga una vecchietta,

o perderei la strada dentro un bosco

trovandoci un poeta, un lupo fosco,

tre porcellini o una dolce casetta;

*che dire poi d’incanti e cicatrici,

e viaggi verso casa d’eroi in mare

che durano decenni? E navigare

sotto i mari, e balene mangiatrici

*d’arti, e l’arte di descriver tempeste.

E aggiungerei ritratti che in soffitta

invecchiano lasciando sempre invitta

sul volto gioventù; quindi le feste

*in cui qualcun dispare con l’anello

al dito, non sapendo i rischi orrendi;

e Storie vere che per burle prendi,

e monasteri in cui per un libello

*accadono delitti sorprendenti,

e pescatori poco fortunati.

Ma penso d’aver ben accumulati

dei versi, pur tra i mie’ tentennamenti.