Satira n° 23 di Gianluca Berno

Quartine di settenari ed endecasillabi (schema aBAb) alternati a distici di endecasillabi a rima baciata. Il titolo è greco e designa un vero e proprio genere letterario, il «[canto] davanti alla porta chiusa»: si trattava di elegie d’amore infelice, dove il poeta cantava invano la sua serenata a una donna che non voleva riceverlo. Qui è Giorgia Meloni a cantare davanti a due porte chiuse, quelle di Salvini e Berlusconi: ha dichiarato non molto tempo fa che ha inutilmente cercato di farli incontrare per ripianare le reciproche incomprensioni. Al di là della mia opinione non splendida sul centrodestra, è quasi commovente l’immagine di questa donna in politica che deve far da mamma ai suoi alleati recalcitranti; così ho deciso di farle dire qui quello che non dirà mai nella vita reale.

*«Silvio, rimembri ancora

che va scritto un programma di governo

se no l’ignavia tutto si divora?

Vieni, ché ho già il quaderno!»

*Ma non risponde il morto interrogato:

va la Meloni a un altro caseggiato.

*«Matteo, dimmi che fai:

vogliamo vincere queste elezioni?

Vero che ad accordarti proverai

col caro Berlusconi?».

*Ma nulla fa pensare che Salvini

l’ascolti, sì ch’a tutt’e due i bambini

*la mamma chioccia grida:

«Allora risolvetevi da soli

le beghe, e vi trovate un’altra guida!».

Che pindarici voli,

*che eroica a creder che i due la calcolino,

e sul suo aiuto veramente contino!