Cambiaversi/15, di Gianluca Berno

Siamo al quinto sonetto di genere, questa volta sul romanzo storico (per gli altri, rimando alla pagina dei Cambiaversi). Lo schema di rime è questa volta ABAC-CABA-DEE-DDE.

*Le donne e i cavalier, l’arme e gl’amori,

le cortesie e le audaci imprese io [1] sfrutto

qual scena di teatro, o miei lettori,

che siate venticinque [2] o il mondo intero:

*quest’ancoraggio del romanzo al vero,

alla gran Storia, alle Palme ed Allori, [3]

un senso di realtà darà per frutto

ai sentimenti, alle azioni, ai colori;

*poi tutto può succedere e il contrario,

ma alcuni personaggi siano tratti

da tomi che raccontano di fatti

*egregi, e si frammischi in modo vario

il certo con il falso e col precario,

qual balia ch’a due seni il bimbo allatti.

Note:

[1] Citazione ariostesca: Or. Fur. I, 1, 1-2. Il motivo è la presenza nel doppio chiasmo del tema della commistione di generi diversi – in quel caso il ciclo epico caroligio, basato sulle imprese dei paladini, con quello bretone, ispirato a re Artù e intriso di magia e amori – un tema che nel genere del romanzo storico è ugualmente portante, sia pur in altri termini: qui si mischiano verità storica e personaggi d’invenzione.

[2] Venticinque sono i lettori che Manzoni si attribuisce ne I promessi sposi, ironicamente. La citazione non è casuale in quanto il romanzo è fra i primi del suo genere e porta a compimento un’operazione avviata da W. Scott.

[3] Cito dall’Introduzione dei P.S., dove l’Anonimo secentesco abbonda di metafore militari nella descrizione del lavoro degli storiografi, coloro che ingaggiano «una guerra illustre contro il Tempo» e «in tale Arringo fanno messe di Palme et Allori».