Cambiaversi/17, di Gianluca Berno

Ecco la settima puntata (per le altre, si veda la pagina dedicata ai Cambiaversi) dei sonetti di genere. Questa volta le rime seguono lo schema AABB-AABB-CDC-DCD, mentre il genere scelto è il romanzo psicologico.

*Mistero della mente che ragiona, [1]
che mente agli altri e a sé, che si perdona,
si accusa e costruisce i suoi castelli,
si crea problemi e annega negli orpelli:
*mistero che nel leggere risuona
e la matassa per noi confeziona
in dramma o farsa fatto dai cervelli,
che alla coscienza nostra lancia appelli.
*Ognun di noi per Freud sarebbe trino:
un io, l’istinto, il super-Io; [2] si aggira
ciascuno nei neuroni e fa casino.
*Ognun fra le pulsioni si rimira
nel mentitor, [3] nel pentito assassino, [4]
e gli si stringe l’anima e sospira. [5]

Note:

[1] Cfr. la canzone dantesca Amor che ne la mente mi ragiona.

[2] S’intende noi stessi, la nostra parte irrazionale e l’apparato di convenzioni e prescrizioni che ci frenano.

[3] Il mentitor è Zeno Cosini, narratore e protagonista de La coscienza di Zeno, il romanzo capolavoro di Italo Svevo, che molto gioca con la psicanalisi.

[4] Dietro l’etichetta di pentito assassino, si cela – e neanche tanto – Rodion Romanich Raskolnikov, il protagonista di Delitto e castigo. Questo romanzo di Dostoevskij è citato sovente come esempio perfetto del genere.

[5] Come dantesca è l’eco inziale, così mi è piaciuto alludere al Poeta anche per il finale, scegliendone il celebre finale di Tanto gentile e tanto onesta pare: «e va dicendo a l’anima: sospira».