Cambiaversi/18, di Gianluca Berno

Quest’ottava puntata dei sonetti di genere (per i precedenti rimando alla pagina apposita) è sul romanzo rosa e ha la particolare caratteristica d’essere composto sul modello shakespeariano: tre quartine e un distico finale. Lo schema è ABAB-CDCD-EFEF-GG.

*Mi trovi nelle edicole, e già questo
qualcun ispira a mal di me parlare:
si dice sempre, a volte troppo presto,
ch’è retto [1] fuor confine relegare
*un testo che del libro ha sol la forma,
però letteratura non contiene;
ché ci vuol poco a ricalcarne l’orma [2]
e raramente viene scritto bene.
*Ma quand’in libreria vedo a milioni
Cinquanta sfumature in tre colori,
permetti che mi girino i maroni
e Liala e gli Harmony mi paiano ori?
*Se ciò non è sleale, e sia provato,
di Dafni e Cloe [3] nessun ha mai cantato. [4]

Note:

[1] Letteralmente: “è giusto”; cfr. G. Parini, Il giornopassim, dove si usa con lo stesso significato la parola dritto (e si pensi a “diritto”).

[2] Si allude al fatto che il romanzo rosa, come altri generi definiti “di consumo”, tende a replicare con infinite variazioni una griglia precostituita.

[3] Si potrebbe definire il «romanzo» ellenistico di Dafni e Cloe un archetipo del genere rosa, e così anche gli altri quattro sopravvissuti fino a noi. Queste narrazioni in prosa, che dovevano aver successo all’epoca ma non rientravano nel canone letterario, riproducevano un tipico schema: due bellissimi, castissimi e virtuosissimi giovani s’incontrano per caso a una festa e s’innamorano a prima vista; ma accade qualche imprevisto (rapimento da parte dei pirati, partenza di uno dei due per un lungo viaggio avventuroso, la guerra: a piacere) che li separa, costringendoli a lunghe peripezie nelle quali conservano miracolosamente età, bellezza e castità; alla fine si ritrovano e si sposano. Citare qui un archetipo classico significa riconoscere una dignità al genere, al di là dei gusti e degli sviluppi.

[4] Cfr. Shakespeare, Sonetti CXVI, che si conclude con i versi: «If this be error, and upon me proved, / I never writ, nor no man ever loved».