di Gianluca Berno

Nuova puntata della Sinfonia Urbana, è incentrata su un aneddoto che riguarda il noto Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. La poesia è in quartine doppie di decasillabi, tre piani e uno tronco per ciascuna. Le rime sono ABBC-ADDC.

*Va Giuseppe a tentare l’esame
d’ammissione pel Conservatorio.
Non convinse però l’uditorio
che gli disse: “Deh, non ci sperar”.
Alla fin, con la fama, la fame
dei Maestri alla porta bussava:
“Signor Verdi, sa, noi si pensava
l’Istituto a Lei d’intitolar”.
*Ma rispose il gran compositore,
con accento di molto sdegnato:
“Non consento che venga nomato
come me chi quel dì mi bocciò!”.
Simularono allora dolore,
ma bastò che Giuseppe morisse:
il suo nome alla porta s’affisse
e il sepolcro di rabbia tremò.