di Gianluca Berno

Come l’anno scorso, anche se con tempi un po’ trasandati, intendo scrivere qui le mie impressioni sul Festival, sulle nuove proposte (qui) e sulle canzoni dei venti campioni in gara (nell’articolo “b”). Ogni mia parola è contestabile e sindacabile, naturalmente: sono solo mie impressioni.

La gara dei giovani

Si sono esibiti nell’ordine, fra la seconda e la terza serata:

1. Lorenzo BaglioniIl congiuntivo: con uno stile molto divertente, l’omonimo (non parente) di Claudio Baglioni riesce a insegnare senza pedanteria e ci toglie finalmente ogni alibi. Non dev’essere stato facile trasferire la pagina del libro di grammatica in musica, e perfino l’eco non troppo lontana de Il coccodrillo come fa? risulta gradevole. Una finezza la campanella nel finale. PROMOSSO.

2. Giulia CasieriCome stai: dovrebbe chiederlo a Baglioni, forse; si distingue dal luogo comune per la rapidità con cui canta, e con un’ottima voce, ma il testo è un punto debole in quanto ripetitivo. A me solo sarà venuto in mente, per altro, che nel ’74 Iva Zanicchi vinse con Ciao cara, come stai? (l’analogia si ferma qui). Niente convenevoli, in questo caso: è un segno dei tempi, ma è anche un po’ triste. Nel complesso, PROMOSSA CON RISERVA.

3. MirkoeilcaneStiamo tutti bene: nato a Roma, ha vinto un anno fa un premio per i giovani cantautori ed è specialista in pezzi fra satira e riflessione. Questa è la volta della riflessione, dell’ennesima canzone sulle migrazioni, questa volta vista con gli occhi di un bambino. Per una volta, l’esperimento riesce, anche grazie all’andamento ondeggiante come il mare, che mette a dura prova il fiato e rivela molta tecnica. PROMOSSO.

4. Alice CaioliSpecchi rotti: bella voce, anche come estensione, nelle sue grandi discese e risalite. Si alternano strofe a mezza voce e ritornelli molto potenti, il che estremizza una tendenza ormai ben radicata. Nel complesso non c’è male. PROMOSSA.

5. MudimbiIl mago: il primo brano rap che rinuncia al tipico fare aggressivo, per farsi spiritoso e leggero. Questa è la prima impressione, confermata dal resto del brano. La voce è limpida e il tema (sempre) attuale; citazione lampo di Orietta Berti. PROMOSSO.

6. EvaCosa ti salverà: la base crea il classico effetto da frequenza cardiaca, modello Noemi (saranno i capelli? Ma la voce, sugli acuti in “a” dei ritornelli, mi ricorda un po’ quella di Arisa). Prosegue come valzer pop e tira fuori una bella voce; leggermente fuori posto l’effetto eco insistito, non so se prodotto dalla base o dai coristi. PROMOSSA CON RISERVA.

7. UltimoIl ballo delle incertezze: all’inizio imita Tiziano Ferro; nella terza serata era vestito contemporaneamente da esistenzialista francese e da Fonzie. Ah, giusto: canta anche, ma non mi dice niente. Parte sussurrando, mi pare che un paio di volte arrivi sull’orlo della steccata, poi tira fuori una buona voce ma la guasta col rap e conclude urlando. RIMANDATO A SETTEMBRE.

8. Leonardo Montenero, Bianca: voce interessante, oscilla fra la delicatezza e il coro Gospel; è così orecchiabile che gli perdono d’aver detto «aerio».

RISULTATI: il premio della critica “Mia Martini” va a Mirkoeilcane, se ricordo bene; ad Alice Caioli il premio della Sala Stampa.

Classifica: 3° Mudimbi con Il mago;

2° Mirkoeilcane con Stiamo tutti bene;

1° (e non ne capisco, francamente, la ragione) Ultimo (e non è una battuta) con Il ballo delle incertezze.