di Gianluca Berno

Molto tempo fa, prima ancora che fosse rinnovato, avevo pubblicato sul Circolo 16 alcune Lettere inedite, che prima o poi intendo recuperare dall’archivio. Per ora, ne ho scritta una nuova, mimando in italiano il ritmo del pentametro giambico di Shakespeare, o black verse, in rima baciata. Avete mai pensato che il finale tragico di Romeo e Giulietta non sarebbe avvenuto, se Romeo fosse arrivato alla tomba due minuti più tardi…?

Egregio Direttore, scrivo in quanto
m’avete fatto voi penare tanto:
il disservizio c’ho patito è grande,
per mille bocche corre e già si spande,
perfino fuor del nostro bel paese,
sui palchi dei teatri in lingua inglese,
per mano d’un poeta già arcinoto.
Non perdo tempo con parlare vuoto:
si sa in che stato voi teniate i treni,
dall’aria pestilente e troppo pieni;
e quanto il viaggio sia uguale davvero
al giro ventennale ch’è d’Omero
il libro forse amato più fra i due;
ma voglio avere qui le scuse Sue
poiché la beffa opposta – dir tremendo! –
subii, molto pianto poi spandendo.
Per dei motivi, che non sto a spiegare,
legati a un odio assurdo e secolare,
Romeo andò a Milano da Verona;
nessun sapeva ch’io, all’ora buona
in cui la Luna assiste i cuori amanti,
a quello andai in sposa, a Dio davanti,
con fra Lorenzo come celebrante;
ma salto al punto ch’è ben più importante:
il parentado, ignaro della trama,
m’aveva data in sposa – sorte grama! –
a un conte scialbo, sì che non sapevo
che cosa far, e in cuore mi struggevo.
Mi dette un filtro il frate, ed ebbi sonno:
sarei sembrata morta, e quest’inganno
avrebbe a me e Romeo permesso a notte
la fuga; e qui ne combinaste cotte
e crude: ché seppur Romeo istruzioni
ottenne tardi, però le spiegazioni
avrebbe avuto poi da me; ma invece
successe quel ch’agogna in ogni prece
chi viaggia, tranne l’uomo c’ho sposato.
Il treno nell’orario dichiarato…!
Romeo arrivò alla tomba e lì mi scorse
defunta in apparenza, e allor ricorse
a qualche nero intruglio. Quando, desta,
lo vidi morto al fianco mio, la testa
mi disse sol d’andargli dietro, e presi
il suo pugnale… ed ora c’ha Lei intesi
i gravi inconvenienti e i risultati,
La prego sceglier meglio i sospirati
e rari treni destinati a fare
il viaggio e in tempi giusti ad arrivare:
non deve più accader che due amanti
e danno e beffa schiacci. Ossequi tanti.