di Gianluca Berno

Siamo ormai prossimi alle elezioni del 4 marzo, alle quali sembra probabilissimo che molti di noi arrivino «affatto sprovveduti», come dice Manzoni. Dato che un’occasione simile potrebbe non capitarci più, è un peccato sprecarla, così voglio divulgare quel che ho capito di questa legge infame, antielettorale e, ne sono certo, ancora una volta fuori delle norme costituzionali.

Il sistema

Questa legge è un sistema misto: in (gran) parte proporzionale coi listini bloccati e in parte maggioritario con collegi uninominali: che cosa vuol dire?

Proporzionale: ogni partito propone un piccolo elenco di candidati alla Camera e al Senato, elenco fisso da votarsi in blocco tracciando una croce sopra il simbolo relativo. In sede di spoglio, i seggi verranno assegnati in proporzione alla percentuale di voti ottenuta; ma c’è una soglia di sbarramento: le liste che non raggiungono il 3% non entreranno in Parlamento, però il suo pacchetto di voti andrà alla coalizione per cui li ha raccolti.

Maggioritario: il Paese è stato diviso in (enormi) collegi elettorali, nei quali ogni coalizione presenterà uno e un solo candidato. Il candidato che prende più voti entra in Parlamento, ma anche per gli altri c’è speranza, se hanmo voluto approfittare del “paracadute”: chi viene candidato nell’uninominale può farsi candidare anche nei listini bloccati della propria lista, fino a un massimo di cinque apparizioni sul territorio (o nel collego estero). Così, giusto per evitare che possiamo punire qualcuno che negli ultimi anni proprio non ci è piaciuto, a destra o a sinistra.

Le schede elettorali

A parte per noi lombardi e per i laziali, che se ne troveranno una terza per il voto alle Regionali, riceverete due belle schede (probabilmente in formato A2…) per il Senato della Repubblica (rosa, solo per chi ha almeno 25 anni) e per la Camera dei Deputati (gialla, dai diciotto anni in su). Ciascuna scheda avrà due parti, una per il Proporzionale e una per il Maggioritario. E ora inizia il bel macello…

Come si vota

L’elettore può scegliere tre modalità:

  1. Voto solo proporzionale: si crocetta il simbolo di una sola lista, dando il voto in automatico anche ai nomi del listino bloccato relativo, segnati a fianco, e al candidato uninominale sostenuto da quella lista. In compenso avete votato la sola lista che volevate più un uomo o donna nel maggioritario.
  2. Voto solo maggioritario: si crocetta il nome del candidato, votando in automatico anche tutte le liste che lo sostengono; sì, anche la settima in elenco, che vi sta sulle scatole.
  3. Voto misto: si può dare il voto sia alla singola lista proporzionale, sia al candidato uninominale; ma non è permesso il voto disgiunto, cioè non potete votare un candidato uninominale della Coalizione X e una lista proporzionale collegata alla Coalizione Y, altrimenti il voto è annullato.

Questa è la situazione: ora tocca a noi e, viste le premesse poste dal Governo, comunque vada, sarà un decesso.