di Gianluca Berno

Quartine di endecasillabi, ABAB.

*Nel tempo verde d’un’età novella,
in mezzo alla foresta del Brasile,
in un secondo, in cui nessun favella,
si schiude di colpo un nuovo cortile:
*un buco luminoso fra gli ombrelli
che son le chiome di cotanta selva;
la pianta secolare, coi suoi orpelli
caduta giace, la guarda ogni belva.
*Tumulto generale, gran scompiglio
seguirono l’infausto avvenimento:
l’eco e la voce van di miglio in miglio,
rimbalzano dal Fiume al firmamento.
*Il funerale è fatto, e già le fronde
si fanno strada nel cono di luce:
qual l’ingegner nuovayorkese effonde
gli sforzi sul lavoro che conduce
*perché s’accresca il palazzo in altezza
e il costo esagerato della terra
non gli si opponga con la sua gravezza;
così le frasche ingaggiano la guerra
*sapendo ch’una sola copertura,
un albero soltanto fra di loro,
oscurerà quella nuova radura.
Ma nel silenzio durerà il lavoro:
*documentario, che vidi quel giorno,
a dir il vero indirizzi il mio gusto.
Tante foreste crescendo d’intorno
non fanno il suon del rovinar d’un fusto.