di Gianluca Berno

Nuova putata della Sinfonia Urbana, in esametri data l’antichità della materia: si tratta della storia delle famose Colonne di S. Lorenzo, in corso di Porta Ticinese. Buona lettura (breve, non ostante la lunghezza dei singoli versi).

Presso le grandi colonne d’un tempio romano perduto,
ch’ora ritagliano della Basilica antica il sagrato,
s’era compiuto il martirio efferato del santo Lorenzo
(ecco il motivo di far quella chiesa e lasciar le colonne):
vuole il racconto ch’ad una graticola fosse legato
l’uomo, e venisse sospeso su adenti tizzoni a bruciare,
reo di non esser pagano. Ma il prego rivolse egli al Cielo
d’esser più forte e convinto del fuoco e dei barbari ferri;
venne esaudito e, al momento nel qual i Romani l’orecchio
porsero per deliziarsi dei gridi strazianti, Lorenzo
disse ghignando ai carnefici: “Avanti, signor, mi girate!
Bene vedete che qua son già cotto”, spiazzando i presenti.