di Gianluca Berno

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Fotografia scattata da un treno il 18 agosto 2018.

«Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi, che abbiamo visto» – direbbe Paolo Conte – un disastro; e davanti alla futilità di quel che, con altro senno, si sarebbe – di nuovo – potuto evitare, io lancio il mio appello in sestine doppie di settenari.

Sul fondo del Polcevera

giacciono gl’innocenti,

dinanzi agli occhi attoniti

dei mille soccorrenti

e dell’intera Genova,

che piange il colpo al cuor.

*

Chi ha colpa? Si moltiplica

la lista, in fin che ognuno

risulterà incolpevole;

da Portici a Belluno

frattanto si segnalano,

con massimo timor,

*

i ponti che potrebbero

crollare a loro volta;

e gli avvoltoi si accalcano

nella città sconvolta,

taccuini e telecamere.

E noi, che stiamo qui

*

ad asciugar le lagrime,

pensiamo che gli appalti

non debbano più esistere:

piuttosto il banco salti,

ma è giusto il giusto spendere,

o ancora andrà così.