di Gianluca Berno

Endecasillabi sciolti, come l’anno scorso; e, allo stesso modo, auguri a tutti!

O tu che leggi, e di già t’han tediato

con la mattarelliana spataffiata

che sarà in onda a reti unificate,

io ti propongo un discorso diverso;

non meglio o peggio, ma di certo in verso,

un’altra cosa, che non sia già vista

e impaludata, e detta da chi è capo

d’una fazione e non della nazione.

L’anno che muore è stato tumultuoso,

ma d’un tumulto che ci ha fatti vivi:

c’è stato un voto, e un quadro differente

si vede in Parlamento e nel Governo;

e pur nel gran marasma del dibattito,

fra gaffe e ondeggiamenti e mareggiate,

si può sperare in un qualcosa d’altro

rispetto ai precedenti tirannelli.

Dall’altra parte dell’Oceano ha detto

Donaldo che ritirerà le truppe

dall’ormai martoriata e smorta Siria:

ci credo poco, ma l’auspicio è pace

al mondo, devastato dai ricconi

per vender armi dove serve cibo.

Sia l’anno nuovo un’occasione grande

per rinnovare i cuori ed i cervelli:

chi fa gli oroscopi promette un anno

di cambiamenti tutti in positivo;

rimane una speranza, ma è sicuro

che durerà siccome l’anno scorso,

che ci saranno un Natale e una Pasqua,

un Venticinque aprile e un Due novembre;

forse la neve, certo ancor il freddo

finché la primavera non ritorni;

né si può far previsione più certa,

ché quello ch’accadrà da noi dipende

e dalle situazioni contingenti.

Il resto è vanità, e seguir il vento.