Sonetto nazionale n° 3 di Gianluca Berno

Cari lettori, per la terza puntata andiamo in Albione, con uno schema – neanche a dirlo – shakespeariano.* Intanto, rinnovo l’invito a proporre una soluzione per l’enigma Indovina l’Autore/2, poiché ancora nessuno ha fatto un tentativo. Nel caso ve lo chiedeste, sì: voglio prendervi per sfinimento.

No, dai… si scherza… però sarebbe bello che qualcuno provasse 😉 .

Talassocratica potenza, impero

su quasi tutti i meridiani al mondo,

come su questo, sull’altro emisfero;

finanza e lingua dovunque diffondo.

*

Non ho costituzione, o è troppo antica;

ho un Parlamento, ma il re c’è lo stesso;

tutti governo – e non si nota mica!

Pure la fede a mio modo professo.

*

Molto ho innovato sia in verso sia in prosa;

la mia morale si piega al profitto

e l’utile ricerco in ogni cosa:

perciò di regnare mi credo in diritto,

*

così giustificando ogni conquista:

se non è mio, non è bene ch’esista.

 

* I sonetti di Shakespeare, a differenza di quelli italiani e tipicamente petrarcheschi, non si compongono di due quartine e di due terzine, ma di tre quartine e di un distico a rima baciata.