Sonetti nazionali n° 5 di Gianluca Berno

Dopo i Tedeschi, scendiamo un poco a Sud, in questa nuova puntata dei Sonetti nazionali. Il pezzo, ancora una volta, gioca con gli stereotipi, ma anche un po’ con la Storia, per esempio l’allusione al Congresso di Vienna.

In mezzo ai monti si sta così quieti,

che dall’indipendenza non accade

più nulla nelle valli degli Elvetii.

Riecheggia ancor l’antico urto di spade

*

che fece a Vienna pronunciare il voto:

«Non faccia guerre, non prenda partito,

rimanga tra i confini un gaio vuoto

non accettando lusinga né invito».

*

Ancor sta fuori d’ogni gioco esterno

il poliglotta popolo dei monti,

ligio all’orario e alla pace in eterno;

*

la sola guerra è nei bancari conti,

di cui fu paradiso entro l’inferno

del capitale, che vuol sempre sconti.