Satira n° 37 di Gianlica Berno

Oggi sono come Tacito: non che io accusi il divo Nerone d’aver bruciata Roma; ma gli è tornato utile che bruciasse…

Che non sia terrorismo son certo,

o l’avremmo in un lampo scoperto,

mentre forse è soltanto un error,

*

la scintilla, partito da un cavo

del cantiere su cui mi posavo

l’altro giorno, che dì di dolor!

*

Io, piccione d’in sul cornicione,

il cantiere da poco in funzione

osservavo, ma a un tratto bruciò.

*

Tutti a dir: è un disastro colposo;

ma se fosse un incendio doloso?

Una cosa per certo io so:

*

giusti aiuti dall’Est e dall’Ovest

son venuti, ma chiedo: cui prodest?

Per il dramma la franca nazion,

*

già divisa dai soldi e straziata,

s’è di subito ricompattata,

e salvata è la faccia a Macron.