Sonetto nazionale n° 6 di Gianluca Berno

Il ciclo di sonetti in cui si gioca sugli stereotipi nazionali prosegue raggruppando in un solo pezzo le nazioni iberiche. La ragione? Non credo di sapere, su ogni singolo popolo, quanto basta a dedicargli una poesia intera. Tutto qui, non se n’abbiano a male eventuali lettori da oltre i Pirenei.

Penisola che va dai Pirenei

infino al mar, e frazionar dovrei,

racconto insieme; e parto dalla Spagna,

che ha dentro i Baschi, non indoeuropei,

*

e il Catalano, che di lei si lagna.

È ricca ancor d’un re che se la magna,

ma non ha più colonie a nutrir lei,

se non di dentro i Baschi e Catalogna. [1]

*

Fu mezzo mondo sotto il suo governo

con Carlo, imperatore di Germania,

finché s’emancipò tutto l’esterno.

*

Un mondo parallelo è il Portogallo:

diverso popolo d’egual insania,

(come ricorda l’Indio, senza fallo). [2]

 

NOTE:

[1] Naturalmente, dal punto di vista di questi ultimi, i quali altrimenti non avrebbero voce all’interno del sonetto.

[2] L’insania è la corsa cinquecentesca alle colonie, nel caso portoghese il Brasile.