Sonetto nazionale n° 9 di Gianluca Berno

Cari lettori, dopo tanto tempo ho voluto rinverdire il filone dei Sonetti nazionali – gli altri dei quali si trovano in questa pagina. Dopo la Grecia, ho deciso di andare oltreoceano…

Il sogno mio par semplice, a parole:

unire in un sol popolo più genti

lasciando libertà che ognun s’inventi

la vita che vorrà per sé e la prole.

*

Ma sotto il velo di quest’alti intenti,

vedi le prede unite ai predatori

in impari tenzone, ove gli allori

servono ad arrostir chi muor di stenti.

*

È come segar gli arti a chi è già zoppo

e rider se non fa le maratone;

finché troppi sconfitti fanno intoppo,

*

allor guerreggio, anche al soldo d’Albione,

e il dittator che non è mio l’accoppo:

ne metto uno peggiore, ma amicone.