Satira n° 39 di Gianluca Berno

Dopo l’ennesima pagliacciata pseudo-ambientalista del venerdì, propongo un’altra lettura del problema, basata sul fatto che i Paesi in cui s’inquina di più sono la Cina, l’India e le aree più industrializzate dell’Africa. Non è colpa dei popoli che lì abitano, ma delle grandi multinazionali occidentali, che producono lì perché possono sfruttare i lavoratori e versare i rifiuti in mare. La bellezza della globalizzazione…

Quando gl’insigni studiosi dicevano: «Fate attenzione!»

nulla e nessuno si mosse per porre un qualunque rimedio

all’avventata politica di distruzione ambientale

donde l’industria e i consumi moderni e il potere traemmo;

ora, però, che una giovane sciopera in Svezia, si attiva

miracolosa catena d’assensi e promesse e progetti.

Cantami, Greta, dell’ira funesta dei giovani d’oggi,

quei con in tasca l’iPhone, la paghetta e una piena dispensa,

quasi convinti che tutto si trovi per terra, o che cresca

sopra le fronde degli alberi solo per farli contenti;

dimmi per quale ragion non dovrei rider forte ascoltando

questi soloni col latte alla bocca che sbraitano in strada

sol per saltare la scuola, che avrebbe parecchio da dire

circa l’ambiente e il rispetto che a questo si deve portare.

Dimmi perché tu saresti credibile più di studiosi

che da decenni dicevano: «Fate attenzione!», restando

sempre e comunque inuditi da chi comandava e comanda.

Penso una cosa, e non voglio con questo ferirti, ragazza:

quelli che ancora comandano il mondo per forza di soldi

sanno ch’è loro la colpa di questo disastro ambientale,

sanno che un poco di sano dibattito intorno al problema

tosto darebbe una scossa al sistema dal quale hanno tratto

tutti i profitti e il potere, e che infine una vera coscienza

presso le masse farebbe crollare ogni lor privilegio.

Quindi hanno usato anche te per spostare il problema in maniera

tale da non rovinare il modello che a loro conviene:

dare la colpa alla gente comune del mondo industriale

era il sol modo di farle pagare le spese d’un piano

molto ecologico, forse ben oltre il bisogno reale,

senza scalfire il dominio nazista dell’alta finanza.

Ecco che i grandi del mondo hanno preso gli aerei privati,

ecco, si sono riuniti in alberghi di lusso per dire

tutti in un coro con Greta, trofeo da esibire, alle genti:

«Presto, smettete d’usare le macchine vostre, che fanno

male all’ambiente! Compratevi l’ibrida o, meglio, la Tesla!

Quando però ci diceste ch’è troppa la spesa per voi,

vi linceremmo, egoisti! che sempre pensate agli spicci

dando la morte al Pianeta col solito, bieco pretesto

d’essere poveri!». Ed ecco spiegato il sostegno alla Thunberg.