di Gianluca Berno

In occasione di Halloween mi cimento anch’io con un genere del quale non mi sento per nulla pratico; ma magari a qualcuno piacerà questa storia…

«Credete ai fantasmi?»

La domanda, nel freddo di quella sera, avrebbe dato i brividi a molti; ma Guido, che a giudizio di tutti aveva la testa sulle spalle, non si fece impressionare: «Certo che no, per chi mi ha preso?».

«Bah, lasciate stare» tagliò corto il Terlizzi. «Il lavoro è vostro, la casa cantoniera pure. Se avete bisogno di qualcosa, non esitate a chiamarmi… per pietà.»

Si fermò sulla soglia, come a dir ancora qualcosa, ma poi uscì.

Rimasto solo, Guido diede un’occhiata al manuale lasciato dal Terlizzi e sedette soddisfatto. Fuori, la ferrovia taceva; un treno, l’ultimo, era previsto di lì a mezz’ora.

Guardandosi intorno, ripensò alla strana storia cui il capostazione gli aveva accennato prima. Due anni prima, era successa una disgrazia, ma il Terlizzi era stato evasivo: il guardiano avrebbe dovuto segnalar un problema alle ruote sul convoglio in sosta; ma quella notte non era sobrio, e il treno era volato dal ponte più avanti.

«Il guardiano fu indagato e arrestato; per scaramanzia l’orario di quel treno fu spostato dieci minuti avanti com’è ora. Il nuovo guardiano s’impiccò dopo un anno esatto… questa notte, un anno fa… a quella trave» aveva detto il Terlizzi, indicando. «Mai capito perché.»

«Superstiziosi» disse Guido. «Da come l’ha messa giù, stanotte dovrei ammazzarmi anch’io.»

«Non proprio.»

«Chi è là?» saltò su Guido. La voce che aveva parlato non era del Terlizzi.

«Il guardiano non si uccise.»

«Fatti vedere!» gridò Guido, tremante.

«Egli fu condannato, come il predecessore» continuò la voce senza corpo. «Pagarono per la nostra morte.»

«Se non vieni fuori, ho qui una rivoltella… se non vieni fuori… se non…» Ammutolì.

 

FERROVIERE SUICIDA

Stamani, nella casa cantoniera di ***, veniva rinvenuto senza vita il guardiano appena assunto, impiccato a una trave del soffitto. Le autorità apriranno un’inchiesta poiché la dinamica della morte è oscura: non si trovò, infatti, alcun sostegno che sia potuto servire all’uomo per raggiungere il cappio.