di Gianluca Berno

Come ogni anno, pubblico il mio discorso finale al popolo dei blog, porgendo a tutti tanti auguri per il 2020.

Italiane e Italiani, vi scrivo

dopo mille sfracelli accaduti

a un Paese, che d’esserne privo

ha pregato con esito van.

*Vicinanza e sinceri saluti

voglio esprimere a chi s’è stufato

e non vede i ministri voluti,

ma un indegno e abusivo can can.

*Non è questo che abbiamo votato;

io concordo col popolo stracco,

ma mi appello a ciascun: sia tentato

un accordo per far che non più

*si ripeta il politico smacco.

Il rimedio non è cambiar legge,

ma risolver l’atavico acciacco

che da sempre ci fa cascar giù:

*non siam popolo, forse una gregge

che si aspetta trovar un pastore;

ma, divisi all’interno in più schegge,

ci governa chi sa approfittar.

*Non sia più che per qualche rancore

all’Italia dia guerra l’Italia,

non sia più che stranier dittatore

per sconfiggerci possa contar

*su color che di farci da balia

si permettono e dopo tradiscono,

e ripetono ancor la Farsalia:

chi governa ha portato con sé

*nel Paese la guerra, e gradiscono

i potenti che stanno di fuori;

lo spauracchio costoro sventagliano

del fascismo, ma ormai sono in tre

*e non possono più, coi lor cori

far tacere una grande nazione.

La misura è colmata e dolori

patirà chi ci vuole schiacciar.

*Non sarà una vendetta o un’azione

di violenza a portarci a trionfare:

è che questa lor macchinazione

non si può tanto in lungo tirar.