Innanzitutto, vogliamo togliervi qualsiasi dubbio: ogni riferimento scherzoso allo slogan del Presidente del consiglio Renzi è puramente voluto.

Si tratta di un altro piccolo omaggio a Umberto Eco: sempre nel Secondo diario minimo, presentava il gioco basandolo su una poesia di Montale (Addii, fischi nel buio). Riportato l’originale, si procedeva a modificare le singole parole del testo, mantenendone il senso inalterato, per ottenere undici poesie equivalenti, rispettivamente: senza la lettera A, poi senza la E, poi senza la I, ecc.; con sole A, poi con sole E, ecc.; l’ultimo esperimento, il più difficile in assoluto, tanto da richiedere una grossa nota esegetica, era il “pangramma eteroletterale”, dove comparivano una sola volta tutte le lettere dell’alfabeto, combinate nel formare pochissime, ma fondamentali parole.

Noi intendiamo riproporre qualche esperimento di quel tipo su poesie famose, ma non solo: ci impegneremo a comporre pezzi originali con curiose caratteristiche, come facevano alcuni poeti barocchi. Poesie composte solo di parole che cominciano per una certa lettera, testi palindromi, ecc.

Buona lettura.

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