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L'Irriverente

"Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirete vivi" [Robert Oppenheimer]

Categoria

Satire

Satire/28

Proverbi Irriverenti/7

di Gianluca Berno

A volte ritornano: scorrendo la pagina delle Satire, troverete, un po’ sparse, sei precedenti puntate di questo gioco con i proverbi. Essi vengono riportati, e ogni volta segue un commento rapido.

XXXI

«Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare». O un partito a vostra scelta fra i primi arrivati. Continue reading “Satire/28”

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Satire/27

di Gianluca Berno

Coi presenti settenari, che hanno natura prettamente satirica, l’intendimento di chi scrive non è fornire un’etimologia dal greco veritiera; ma esprimere disagio nei confronti di tutti i casi di mala gestione delle Ferrovie, questo sì. Continue reading “Satire/27”

Epigrammi/8

di Gianluca Berno

Micro-Editoriale

Distici elegiaci: alternanza di esametri e pentametri sul modello latino.

Mentre si contano i voti, evidente un sol dato ci appare:

* non la protesta animò noi cittadini a votar,

solo il bisogno spasmodico d’esser di qualche importanza,

* pia illusione che qui legge possiamo dettar

pur nell’odiosa certezza di regole [1] contro di noi;

* pur disperando ch’un dì sudditi siamo non più. [2]

Note: 

[1] S’intende regole elettorali.

[2] Inversione sintattica.

Satire/26

di Gianluca Berno

Settantatré e non sentirli

Mi scusi Presidente / ma ho in mente il fanatismo / delle Camicie nere / al tempo del fascismo; / da cui un bel giorno nacque / questa democrazia / che, a farle i complimenti, / ci vuole fantasia.

G. Gaber

Continue reading “Satire/26”

Satire/25

di Gianluca Berno

Il computer

Sonetto (quattordici endecasillabi, due quartine e due terzine, schema ABBA-BAAB-CDC-DCD).

 

*Insolito cervello concepito

per lavorar se la corrente gira,

su dimmi, come mai m’istighi all’ira,

processi elaborando all’infinito? Continue reading “Satire/25”

Satire/24

di Gianluca Berno

Sperando che si capisca in qualche modo il mio assunto, pubblico questa sorta di poemetto sul tema economico, in terzine dantesche. Buona lettura.

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Variazione dei cambi delle principali valute mondiali rispetto al Marco tedesco, dal 1948 al 1998 (Fondo Monetario Internazionale).

Invettiva dantesca

*Godi finanza, poiché se’ sì grande
che per mare e per terra detti legge
e per l’Inferno tuo nome si spande! [1] Continue reading “Satire/24”

Satire/23

di Gianluca Berno

Para-klausì-thüron

Quartine di settenari ed endecasillabi (schema aBAb) alternati a distici di endecasillabi a rima baciata. Il titolo è greco e designa un vero e proprio genere letterario, il “[canto] davanti alla porta chiusa”: si trattava di elegie d’amore infelice, dove il poeta cantava invano la sua serenata a una donna che non voleva riceverlo. Qui è Giorgia Meloni a cantare davanti a due porte chiuse, quelle di Salvini e Berlusconi: ha dichiarato non molto tempo fa che ha inutilmente cercato di farli incontrare per ripianare le reciproche incomprensioni. Al di là della mia non splendida sul centrodestra, è quasi commovente l’immagine di questa donna in politica che deve far da mamma ai suoi alleati recalcitranti; così ho deciso di farle dire qui quello che non dirà mai nella vita reale. Continue reading “Satire/23”

Satire/22

di Gianluca Berno

In morte di Spelacchio

Nelle sestine doppie di settenari che Manzoni impiegò per il Cinque Maggio, canto il povero abete natalizio morto a Roma in questi giorni, dopo le critiche da ogni parte perché non era bello come quello di Milano. Da milanese, non voglio far polemica su questo: m’importa solo di rendere giustizia alla pianta. Continue reading “Satire/22”

Satire/21

di Gianluca Berno

Raccordide/4

Pensavate che fosse finita, eh? In verità la norma degli antichi prevedeva di procedere per gruppi di sei libri, o multipli di sei; ma siccome non serbo odio per i miei lettori, mi limito a quattro… Sempre in esametri, riprendo dalla scena dell’incidente, che chiudeva il terzo libro lasciando un minimo di mistero sulla sorte del personaggio. Che fine avrà fatto?

LIBER IV

Ei[1] non è più tra i vivi. L’Eroe, abbandonando il mortale

corpo s’eleva nell’alto dei cieli e rivà con lo sguardo

tutto stupito alla Terra che lascia, e s’accorge di colpo

quanto sia rapido il moto in ascesa,[2] che passa i pianeti

come se fossero case ai due lati di qualche bel viale,

non delle sfere rotanti a distanze astronomiche.[3] Pure

quest’impossibile fatto gli par naturale: “Comunque

è qualche cosa ch’accade, sia pure in un sogno”[4] si disse. Continue reading “Satire/21”

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