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L'Irriverente

"Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirete vivi" [Robert Oppenheimer]

Categoria

Satire

Satire/25

di Gianluca Berno

Il computer

Sonetto (quattordici endecasillabi, due quartine e due terzine, schema ABBA-BAAB-CDC-DCD).

 

*Insolito cervello concepito

per lavorar se la corrente gira,

su dimmi, come mai m’istighi all’ira,

processi elaborando all’infinito? Continue reading “Satire/25”

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Satire/24

di Gianluca Berno

Sperando che si capisca in qualche modo il mio assunto, pubblico questa sorta di poemetto sul tema economico, in terzine dantesche. Buona lettura.

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Variazione dei cambi delle principali valute mondiali rispetto al Marco tedesco, dal 1948 al 1998 (Fondo Monetario Internazionale).

Invettiva dantesca

*Godi finanza, poiché se’ sì grande
che per mare e per terra detti legge
e per l’Inferno tuo nome si spande! [1] Continue reading “Satire/24”

Satire/23

di Gianluca Berno

Para-klausì-thüron

Quartine di settenari ed endecasillabi (schema aBAb) alternati a distici di endecasillabi a rima baciata. Il titolo è greco e designa un vero e proprio genere letterario, il “[canto] davanti alla porta chiusa”: si trattava di elegie d’amore infelice, dove il poeta cantava invano la sua serenata a una donna che non voleva riceverlo. Qui è Giorgia Meloni a cantare davanti a due porte chiuse, quelle di Salvini e Berlusconi: ha dichiarato non molto tempo fa che ha inutilmente cercato di farli incontrare per ripianare le reciproche incomprensioni. Al di là della mia non splendida sul centrodestra, è quasi commovente l’immagine di questa donna in politica che deve far da mamma ai suoi alleati recalcitranti; così ho deciso di farle dire qui quello che non dirà mai nella vita reale. Continue reading “Satire/23”

Satire/22

di Gianluca Berno

In morte di Spelacchio

Nelle sestine doppie di settenari che Manzoni impiegò per il Cinque Maggio, canto il povero abete natalizio morto a Roma in questi giorni, dopo le critiche da ogni parte perché non era bello come quello di Milano. Da milanese, non voglio far polemica su questo: m’importa solo di rendere giustizia alla pianta. Continue reading “Satire/22”

Satire/21

di Gianluca Berno

Raccordide/4

Pensavate che fosse finita, eh? In verità la norma degli antichi prevedeva di procedere per gruppi di sei libri, o multipli di sei; ma siccome non serbo odio per i miei lettori, mi limito a quattro… Sempre in esametri, riprendo dalla scena dell’incidente, che chiudeva il terzo libro lasciando un minimo di mistero sulla sorte del personaggio. Che fine avrà fatto?

LIBER IV

Ei[1] non è più tra i vivi. L’Eroe, abbandonando il mortale

corpo s’eleva nell’alto dei cieli e rivà con lo sguardo

tutto stupito alla Terra che lascia, e s’accorge di colpo

quanto sia rapido il moto in ascesa,[2] che passa i pianeti

come se fossero case ai due lati di qualche bel viale,

non delle sfere rotanti a distanze astronomiche.[3] Pure

quest’impossibile fatto gli par naturale: “Comunque

è qualche cosa ch’accade, sia pure in un sogno”[4] si disse. Continue reading “Satire/21”

Satire/20

di Gianluca Berno

Dalla Russia con terrore

Questo brano vuol essere un commento, in terzine dantesche più la classica quartina conclusiva, alle dichiarazioni di un certo Joe Biden, ex vicepresidente degli Stati Uniti rimasto evidentemente alla Guerra Fredda. Non mi importa di difendere i leghisti e i pentastellati, che sarebbero il bersaglio italiano di Biden, ma d’analizzare le vere ragioni di quanto ha sparato su un giornale compiacente, posto che non adduce prove. Buona lettura.

Continue reading “Satire/20”

Satire/19

di Gianluca Berno

Raccordide/3

Prosegue il poemetto eroicomico in esametri iniziato qui e proseguito qui. Buona lettura.

LIBER III

Quanto più aggrada al mondo è un effimero sogno:[1] l’Eroe,

piccolo tratto di strada già avendo percorso, credeva

certo d’avere scampato il pericolo; eppure ignorava

quali altri colpi gli avrebbe serbato la sorte beffarda.

Continue reading “Satire/19”

Satire/18

di Gianluca Berno

Raccordide/2

Prosegue il poemetto eroicomico iniziato qui, sempre  basato sulla commistione fra genere epico, stile aulico e materia quotidiana, sempre in esametri.

LIBER II

Torna nascosta l’Aurora con dita di rosa e la sfera

d’oro del Sole Iperione si stacca del tutto dai tetti;

bianco, da grigio e rosato, si fa il Cupolone[1] splendente,

l’ombra forata pian piano riduce l’arena di Flavio;[2]

dorme tutt’ora nel centro di Roma Palazzo Madama,

Montecitorio sonnecchia, a riposo nel chiasso d’intorno;

forse il Governo si trova più tardi in sessione bilancio?

Certo non fa movimento una foglia sul Colle e non parte

più alcun allarme pennuto[3] dall’alto di quella famosa

roccia incrollabile[4] sede del Sindaco: l’oche già sanno

bene che, s’anche tornassero i Galli o i Tedeschi a insidiare

Roma, le buche per strada sarebbero già una difesa. Continue reading “Satire/18”

Satire/17

di Gianluca Berno

Raccordide/1

Questo vuol essere il primo libro – la prima puntata, in altri termini – di un poemetto comico che ha la pretesa d’esser ambientato a Roma, una città in cui non sono ancora stato e che quindi praticamente non conosco. Si noterà questo dal fatto che non cito mai luoghi ben precisi, se non in maniera estemporanea, a parte il Grande Raccordo Anulare che dà il titolo all’opera. Non s’intende prendere in giro la Capitale d’Italia: sarebbe potuta essere qualunque altra grande strada urbana del Paese; ma pare che questa sia divenuta un simbolo, anche grazie a tanti comici, perciò tiro dritto sperando d’ottenere il solo effetto cui miro, quello di strapparvi un sorriso.

«Omnes viae Romam ducunt»

Anonimo.

LIBER I

Cantami Musa[1] l’Eroe ch’un giorno, partito da casa,

volle tentar, impossibile impresa per l’uomo mortale,

di superar le colonne: non quelle che secoli orsono

Ercole pose a confine nel punto in cui pure la terra

cede all’imperio del mare, bensì quelle erette a sostegno

dell’invenzione più atroce.[2] Narra qualcosa[3] del dramma

ch’egli ha vissuto gemendo, sbattuto[4] per svincoli e buche

dalla violenza d’un nume[5] o da quella del fato crudele.[6]

Continue reading “Satire/17”

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