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L'Irriverente

"Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirete vivi" [Robert Oppenheimer]

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Satire

L’Europa di Schroedinger – Sonetto

Satira n° 44 di Gianluca Berno

O tu, che nel famoso esperimento

mostrasti il gatto vivo e morto insieme,

te, Schroedinger, chiamar ora mi preme

per far della politica il commento.

*L’Unione che d’Europa infanga il nome,

costrutta in spregio alla democrazia,

si spacca in due tronconi: quel di zia

Angela e quello nostro, che sul come

*s’evada dalla crisi hanno lontane

vedute. E qui registro il paradosso:

nei quindici dì persi in more strane,

*l’Europa è viva e morta al tempo stesso,

mentre che muore gente e sera e mane;

nell’inattività sarà il trapasso.

Decresco, -is, -crevi, -cretum, -ere

Satira n° 43 di Gianluca Berno

Ciao a tutti. Aggiorno in versi quanto sta accadendo nel mondo intorno a noi, per quel che posso saperne “d’in su la vetta della Torre” d’Avorio.

Due verbi si confondono

nel favellar latino:

discernere e decrescere,

per gioco del destino,

han pari il participio

decretum, e il perché

*si vede ben dall’esito

di quel che Conte chiese.

Se tutto è chiuso, diccelo:

chi pagherà le spese?

Lo Stato è sordo, e il reddito

ormai chissà dov’è.

In morte dell’area Schengen

Satira n° 42 di Gianluca Berno

Ecco in versi i drammi di questi giorni…

*Mentre la gente canta sui balconi,

chiude il Tedesco porta e cancellata;

tra gl’interventi d’Onder e Burioni,

anche a Parigi Schengen è saltata:

crolla il penitenziario europeista,

cade la copia d’impero nazista.

*Sola l’Italia resta volontaria

dentro la cella a farsi torturare:

chi l’ha in ostaggio sa che non è aria

e teme alfine il conto di pagare,

ma chi di voi potrà allungar d’un giorno

la propria vita o questo mal Governo?

*Forse Di Maio, linguista all’impronta?

O Zingaretti, adesso contagiato,

che il contrappasso almeno un poco sconta

poi che la sanità aveva tagliato?

Renzi il gradasso, scimmia di sé stesso?

O Conte, il cui tacer pure è un eccesso?

*Questi vedranno esplodere la bomba

fra le lor mani, come col contagio,

dicendosi sorpresi che la tomba

abbia inghiottito l’europeo naufragio.

Intanto, i giornalisti che han leccato

le terga merckelliane, hanno notato

*che pure quelle, ormai, stanno finendo:

Christine Lagarde ha detto che il re è nudo

e galoppando lo spread sta salendo.

Con il disgusto verso lor concludo:

ieri demoni, ed oggi fanno i santi;

prima fascisti e dopo tutti “anti”.

Berlusconi inverso

Satira n° 41 di Gianluca Berno

Propongo a chi voglia la mia lettura in versi di quanto accaduto negli ultimi giorni sulla scena politica italiana.

Rimembrate Silvio ancora,

quando aveva i suoi processi

e in lamenti d’ora in ora

si scioglieva? “Gli interessi

di partito sono entrati

fino dentro ai magistrati!”. Continua a leggere “Berlusconi inverso”

Dimissioni a buoi fuggiti

Satira n° 40 di Gianluca Berno

Propongo il mio bel commentino alle dimissioni di Fioramonti, che casca dal proverbiale pero dopo aver visto che, grazie al suo Governo e agli squilibri economici internazionali che non vuole turbare, anche quest’anno i soldi per la scuola arriveranno l’anno prossimo. Buona lettura.

S’è dimesso Fioramonti,

l’odiator di merendine,

ché, per far quadrare i conti,

gli hanno detto sempre no. Continua a leggere “Dimissioni a buoi fuggiti”

Eco-macelleria sociale

Satira n° 39 di Gianluca Berno

Dopo l’ennesima pagliacciata pseudo-ambientalista del venerdì, propongo un’altra lettura del problema, basata sul fatto che i Paesi in cui s’inquina di più sono la Cina, l’India e le aree più industrializzate dell’Africa. Non è colpa dei popoli che lì abitano, ma delle grandi multinazionali occidentali, che producono lì perché possono sfruttare i lavoratori e versare i rifiuti in mare. La bellezza della globalizzazione… Continua a leggere “Eco-macelleria sociale”

Di dov’era Leonardo?

Satira n° 38 di Gianluca Berno

Pare che Cottarelli abbia bacchettato via Twitter gli autori di un documentario francese, in cui si sostiene che Leonardo da Vinci fosse francese, dicendo: «Quanta ignoranza: Leonardo era europeo». Avrei potuto lasciarmela scappare?

Leonardo era italiano, punto e basta;

non c’è bisogno di tirarla in lungo,

pur se la Francia gli s’attacca a fungo

e Cottarelli in idiozia sovrasta.

Nazione è il luogo dove tu se’ nato:

lo dice il nome, non io l’ho inventato.

*

Probabilmente in Francia han lo jus mortis

e pensano alle tombe più che ai vivi,

come ben seppe l’autore dell’Ortis;

e certi economisti d’alma privi

per il potere colgono i tuoi frutti,

ma tu, Da Vinci, vinci sopra tutti.

Notre Dame

Satira n° 37 di Gianlica Berno

Oggi sono come Tacito: non che io accusi il divo Nerone d’aver bruciata Roma; ma gli è tornato utile che bruciasse…

Che non sia terrorismo son certo,

o l’avremmo in un lampo scoperto,

mentre forse è soltanto un error,

*

la scintilla, partito da un cavo

del cantiere su cui mi posavo

l’altro giorno, che dì di dolor!

*

Io, piccione d’in sul cornicione,

il cantiere da poco in funzione

osservavo, ma a un tratto bruciò.

*

Tutti a dir: è un disastro colposo;

ma se fosse un incendio doloso?

Una cosa per certo io so:

*

giusti aiuti dall’Est e dall’Ovest

son venuti, ma chiedo: cui prodest?

Per il dramma la franca nazion,

*

già divisa dai soldi e straziata,

s’è di subito ricompattata,

e salvata è la faccia a Macron.

La Francrucchia

Satira n° 36 di Gianluca Berno

Decasillabi sul Trattato d’Aquisgrana, un paio di giorni fa siglato dalla Francia e dalla Germania. Il nome “Francrucchia”, con cui do nome al risultato dell’accordo, non è mio, ma è pescato da Youtube, più esattamente da un video di M. Brandi. Continua a leggere “La Francrucchia”

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