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L'Irriverente

"Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirete vivi" [Robert Oppenheimer]

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Traduzioni

Il suicidio creativo

di Gianluca Berno

In endecasillabi sciolti, ma nella lingua di Cicerone e Orazio, propongo un gustoso aneddoto realmente accaduto; ma sotto il testo originale porrò una versione in italiano, per comodità… Continua a leggere “Il suicidio creativo”

Orazio, Odi I, 1

Traduzione di Gianluca Berno

Quartine di endecasillabi sciolti: con tale forma si volevano riprendere almeno le strofe oraziane, sia pur aumentate e con versi del repertorio italiano. Con questa poesia, la prima delle Odi, Orazio voleva dichirarare non solo la propria poetica, ma un ideale di vita. Continua a leggere “Orazio, Odi I, 1”

Orazio, Odi I, 11

Traduzione di Gianluca Berno

Quartine d’endecasillabi sciolti: è questa la famosissima poesia del «carpe diem», un trattato sull’epicureismo che il grande poeta riuscì a condensare in otto versi – qui non s’è potuto far meno di dodici.

Non domandare, saper non è dato, Continua a leggere “Orazio, Odi I, 11”

Catullo, Poesie XLIX

Traduzione di Gianluca Berno

Endecasillabi sciolti. In apparenza, è un elogio a Cicerone; ma a uno sguardo più attento si vedrà l’eccesso di quel vocativo doppio («Marce Tulli») e l’ambiguità del genitivo «omnium», riprodotta qui con la traduzione “di tutti”.

Eloquentissimo tra i discendenti
di Romolo, quanti sono e son stati,
o Marco Tullio, e quanti negl’anni
ancor saranno, infinite ti rende
grazie Catullo, il peggiore di tutti
i poeti; di tutti il peggior quanto
tu l’avvocato migliore di tutti.

Catullo, Poesie LXXXV

Traduzione di Gianluca Berno

 

Endecasillabi sciolti.

Odio ed amo: forse il perché ti chiedi.

Non so, ma so che accade e son in croce.

Virgilio, Eneide I, 1-7

Traduzione. Endecasillabi sciolti: ragioni metriche impediscono il mantenimento del numero dei versi.

L’armi e l’uom canto che primo, da coste

troiane, venne in Italia, fatale

profugo, ed alle lavinïe [1] spiagge,

molto per terra e per mar sbalestrato

dalla violenza dei numi e dall’ira

incancellabile della crudele

Giunone, e molto soffrì pur in guerra

per fondar la città, e gli dèi portare

nel Lazio, onde il ceppo latino, i padri

albani e le mura dell’alta Roma. [2] Continua a leggere “Virgilio, Eneide I, 1-7”

Orazio, Odi II, 14

 

Traduzione. Strofe di cinque versi sciolti, tre novenari e due settenari. La forma poetica scelta da Orazio – credo ispiarata al poeta greco Archiloco; si accettano rettifiche – si componeva di quattro versi a strofa, due più lunghi e due più brevi; per mantenere lo stesso numero di strofe, si è scelto di allungarle d’un verso.

Ahi! Rapidi, Postumo, Postumo, [1]
scorrono gli anni, e non il culto
indugio alle rughe porrà,
o a vecchiaia incombente
o all’indomita morte; Continua a leggere “Orazio, Odi II, 14”

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