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L'Irriverente

"Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada non ne uscirete vivi" [Robert Oppenheimer]

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Trittico

Trittico-Nero

Eccoci qui con una nuova puntata del Trittico, la rubrica in cui noi tre autori principali de L’Irriverente giochiamo a mettere a confronto tre articoli: ciascuno di noi l’ha scritto senza sapere come avrebbero lavorato gli altri, partendo da un argomento o, meglio, un concetto già concordato. Finora sono state realizzate due serie, che troverete nella pagina dedicata: la prima è composta da sette puntate sui vizi capitali; la seconda, più lunga, sui colori. Oggi siamo alla penultima puntata, il nero.

Gianluca Berno Stefania Ferrazzi Filippo Mairani

Quartine d’endecasillabi (schema ABBA) più un distico di congedo in rima baciata.

Per questo pezzo mi sono sforzato

d’immaginare tante cose nere

e far la lista per chi vuol vedere:

nera è la notte, e il sangue raccontato

.

dal grande Omero; e pure il giorno è nero,

s’è solcato da nembi gonfi d’acque;

nera è la terra poi che piovve, e piacque

di dar la stessa tinta al cimitero

.

da questo lato del mondo volubile.

Nera è la pelle più press’ all’Equatore

nel continente ch’è d’ugual colore;

le navi, poi, quando l’autore nobile

.

le mentova tirate sulla riva

onde è bagnata la città di Paride;

così l’umore a volte, e le acque luride,

e l’ebano e il carbone e quel che, schiva,

.

la seppia spruzza nel tentar la fuga;

e pur l’ardesia, d’ogni scienza edotta,

ed ogni cosa quand’è troppo cotta,

ed il cassetto dentro cui si fruga.

.

Nera la borsa in man al faccendiere,

nero il lavoro, i soldi e la pensione,

nero il dolore di lor consunzione

e la divisa del carabiniere.

.

D’ugual colore nei romanzi in versi

è un Cavaliere, ma pure il dragone;

la strega col suo gatto e la magione

d’un Conte che il tuo sangue vuole bersi;

.

poi il metro ch’era usato così bene

dal Bardo, e ‘l sito e l’aere de l’Inferno,

e di Tom Riddle il vecchio quaderno;

e l’universo che gli astri contiene,

.

e poi la peste, come sa il Manzoni,

e Lucrezio, Tucidide e Boccaccio.

Nera la rondine e peggiore il laccio;

non la Balena ma certo gli arpioni,

.

nera è Violenza, comunque si spieghi;

nere son sempre certe ideologie:

pur mascherate di rosso, le vie

sono le stesse, né più te ne sleghi.

.

Nere la tonaca e pure la toga,

nero il Rettore cinto d’ermellino,

i corvi spie del nordico Odino,

e un abito da sera molto in voga.

.

Per Malcom X fu il color del Potere,

l’attesa mai premiata di Mazzini,

lo scafo costellato di puntini

che sprofondava sotto le acque nere

.

ferito a morte dal ghiacciato monte;

nera è la guerra, ancor più se civile.

S’aggiunga il caso raro dell’ovile,

e l’anima, se vuol rendersi fonte

.

di mali piani per quei che comanda,

l’oliva matura e la prugna secca.

Poi v’è la pietra ubicata a La Mecca

ed i rugbisti di Nuova Zelanda;

.

un genere di film alla francese,

e una Selva magnifica tedesca.

E dato che bisogna pur che riesca

a completar chi dapprima intraprese,

.

questo concluda il mio lungo poetar:

un distico così, per salutar.

È che non sono più stata in grado di affrontare

la nostalgia delle cose perse:

mi sposto di casella in casella

tra schemi sempre uguali.

Tuttavia mi darei in pasto a Dio,

pur di svegliarmi un giorno,

tra mamma e papà

in ritardo per l’asilo

e felici.

Stupida io ad aver firmato il contratto

senza leggere le clausole

una ad una.

«Il timer non può essere riavvolto».

Passo quindi di casella in casella

aspettando la fine del gioco.

I momenti peggiori della mia vita sono associabili al colore nero.

 

Con questo non voglio però intendere il nero metaforico dell’odio e dei sentimenti meno lodevoli dell’animo umano, almeno non solo e non prevalentemente. Il mio è un nero bluastro squarciato da mille puntini bianchi pulsanti, dalle fredde luci di neon sbiaditi e di lampioni ammaccati: il nero della notte.

Una notte così oscura che diventa difficile distinguere i confini tra gli oggetti, tra le persone, tra ciò che riteniamo giusto e ciò che riteniamo sbagliato, col rischio di finire in anfratti dove non si sarebbe mai voluti andare. Goya aveva detto, anzi dipinto, che «Il sonno della ragione genera mostri», e sembra quindi inevitabile che tali demoni escano soprattutto nottetempo.

Ero intento a riflettere su questi argomenti quando, come in uno di quei sogni dove sai che ciò che sta accadendo ha senso, ma non sapresti dire quale, un amico mi si avvicina e mi ricorda che nell’Eneide “nero” si dice in due modi: niger, il quale indica semplicemente l’oscurità, ed ater il quale ha una sfumatura più minacciosa ed è usato come premonizione per dire, Virgilio e Murphy mi perdonino, che tutto ciò che può andar storto lo farà.

Virgilio in particolare, dal suo inamovibile piedistallo di maestro della letteratura latina, dovrà perdonarmi due volte perché, secondo me, niger e la semplice notte ad esso associata sono più pregni di significato di quanto qualunque minaccia di sventura imminente potrà mai essere.

Il motivo, per dirla come l’aveva posta una volta il mio vecchio professore del liceo è che «la tragedia, nel contesto moderno, non è più possibile», ed aveva aggiunto come prova che, oggigiorno, Giasone e Medea sarebbero semplicemente andati dall’avvocato a spartirsi soldi e figli, stile Kramer contro Kramer (1979, Rober Brenton). Se la tragedia non è, per fortuna, una realtà quotidiana, parole dal significato tenebroso come ater perdono di rilevanza agli occhi dell’uomo moderno mentre niger col suo essere il nero ed il buio della notte, ci dà una rispondenza maggiore.

Chiunque pratichi la scrittura, come professione o anche solo come hobby sa che i momenti più produttivi sono quelli notturni, quando il sole è ormai un lontano ricordo, i suoni sono tutti immancabilmente ovattati e diventa difficile distinguere il confine tra le cose; in questo caso tra il vissuto di ciò che è accaduto e la fantasia di come si vorrebbe far andare le cose.

Quella della scrittura è una pianta strana, il cui niger semen sboccia meglio se piantato di notte e raccolto da una sacca tetra e confusionale, dove si annidano semi estremamente fertili ma spesso spinosi.

Eppure è estremamente importante avere il coraggio di farsi del male alle mani e perdere ore di sonno per fare in modo che i nostri pensieri più intimi e problematici abbiano lo spazio adatto per poter essere lasciati liberi, per essere compresi e permetterci di comprenderci. Solo dopo aver compiuto questo lavoro potremo riposarci all’ombra del nostro albero nero appeno sbocciato e, se mai proveremo addirittura a scalarlo, ci renderemo conto che esso e tutti gli altri alberi del campo sono l’unica cosa in grado di dare vita all’immobile, monotono, piattume del bianco.

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Trittico-Bianco

Buon giorno a tutti! Dopo altri mille anni di attesa, abbiamo pronta la nuova puntata del Trittico: il colore Bianco può avere molte sfaccettature, ma questa volta ci siamo trovati a interpretarlo in modi curiosamente simili – ciascuno di noi ignorando che cosa gli altri due stessero scrivendo. Buona lettura!
Continue reading “Trittico-Bianco”

Trittico-Marrone

Qui troverete gli altri Trittici e qui la spiegazione della rubrica.

Ciao a tutti cari lettori. Millenni fa avevamo pubblicato la scorsa puntata di questa rubrica, il che renderebbe comprensibile che i più non se la ricordino e che coloro che ci seguono da meno tempo la prendano come una novità: è molto difficile coordinarsi quando si è in tre a dover scrivere per un solo articolo; sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta, come nella vecchia pubblicità di un famoso amaro. Eravamo rimasti ai colori, agli ultimi: oggi tocca al marrone, che ha dato un po’ di filo da torcere perché è dura scriverci sopra. La serie finirà con le prossime tre puntate, gli ultimi colori che mancavano all’appello (invito chi volesse a seguire quei due link per leggersi gli altri); poi se ne aprirà un’altra, speriamo, e sarà ben accetto qualunque suggerimento vorrete dare sul prossimo tema portante. Grazie a tutti. Continue reading “Trittico-Marrone”

Trittico-Azzurro

Ehilà! Dopo aver preso per il col… ehm… gentilmente richiamato i miei colleghi alla necessità di continuare ogni tanto le care vecchie rubriche, finalmente vede la luce una nuova puntata del Trittico. Dal momento che, millenni or sono, ci eravamo cimentati con il colore rosa, ora tocca all’azzurro, il quale ha dato spunto a immagini molto varie. Alla fine di queste poche righe, vorrei solo pregarvi di commentare: quando avremo finiti i colori, ci servirà un nuovo tema e si accettano suggerimenti. Continue reading “Trittico-Azzurro”

Trittico-Rosa

Ciao a tutti, cari lettori. Finalmente riprendono i Trittici, o almeno: speriamo che per qualcuno di voi sia un “finalmente”… Dopo i colori primari e secondari, la serie dovrebbe proseguire con gli eventuali terziari, ma chiunque di voi compia l’esperimento don delle tempere scoprirà che le combinazioni di colori primari e secondari portano tutte a “cinquanta sfumature di marrone”, che non è proprio il massimo. Abbiamo aggiunto due colori, allora, che sono sfumature ma cariche di significato: il rosa e l’azzurro; e siccome siamo galanti, prima le signore. Continue reading “Trittico-Rosa”

Liebster Award 2016

di Gianluca Berno, Stefania Ferrazzi e Filippo Mairani

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Cari amici che seguite il nostro blog,

   siamo felici, dopo qualche millennio di pausa, di riaprire ufficialmente l’attività del nostro blog con una doverosa e già tardiva risposta: ben tre blog ci hanno nominato per il Liebster Award, iniziativa che serve ai blog per conoscersi tra loro e che prevede alcune semplici regole. Continue reading “Liebster Award 2016”

Trittico-Arancione

Eccoci qui con l’ultimo Trittico prima dell’estate! Lo so che siamo in ritardo di due o tre vite, ma compatiteci: tra gli esami e l’ispirazione che va e viene come le pare, capita spesso di perdere il filo; e se aggiungiamo che fa un caldo come non si vedeva dall’inizio delle rilevazioni, beh… In ogni caso, eccoci all’arancione, terzo ed ultimo colore dei secondari; per gli altri, rinviamo a dopo le ferie. Continue reading “Trittico-Arancione”

Trittico-Viola

Ehilà, da quanto tempo! Purtroppo gli esami si fan sentire, danneggiando talvolta persino l’ispirazione. Ad ogni, modo, questa volta trattiamo il viola: nemesi degli attori di teatro, rarissimo in natura (ricordiamo solo l’ametista, pietra comunque elegantissima, e il cortinarius violaceus, un fungo dall’aspetto a dir poco spettacolare) il viola non sembra aver molta fortuna… Ma, nonostante non goda di buona fama neppure presso uno di noi, abbiamo messo da parte ogni pregiudizio e difficoltà, solo per voi. Continue reading “Trittico-Viola”

Trittico-Verde

Eccoci, ancora in ritardo: purtroppo non è mai facile conciliare gli impegni con gli imprevisti e l’ispirazione… Ma eccoci qui, comunque. Ed oggi ci cimentiamo sul verde, il colore della speranza, della natura, dei dollari. Due poesie ed un racconto vi mostearenno quel che tale colore ci ha ispirato. Continue reading “Trittico-Verde”

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