Questa rubrica raccoglie articoli di vario genere, tutti a carattere rigorosamente satirico, IRRIVERENTE appunto: non è in fondo questo lo spirito del nostro blog? Come già accade per tutte le rubriche che non rechino tra parentesi uno dei nostri nomi, anche questo contenitore sarà riempito indifferentemente da chiunque di noi autori.

Già Quintiliano, scrittore latino d’Età Imperiale, consapevole che tutti gli altri generi letterari praticati a Roma erano nati in Grecia, rivendicava l’italianità della satira nella sua Institutio Oratoria: era un componimento poetico in trimetri giambici, tipicamente volto ad attaccare i vizi comuni all’epoca, con intento morale; in sostanza, era quella che noi chiameremmo “satira di costume”, ma in versi.

Su questa base, lo spirito della rubrica è presto spiegato: intendiamo divertirci con i vizi e le assurdità del Paese (o anche degli altri Paesi, se capita); giocare sottilmente con le notizie, l’attualità, le mode strane che pervadono la stampa o la rete, o tutte e due; schernire bonariamente tutto ciò che ci sembra abbastanza ridicolo da meritarsi di passare sotto la nostra penna… e che non lo è così tanto da non poter essere ridicolizzato ulteriormente. Eh sì, molto spesso la realtà supera la satira; ma speriamo vivamente che non diventi un’abitudine, altrimenti che cosa scriviamo?