Poesie di Gianluca Berno (tranne la prima in elenco), scritte in omaggio ai simboli di Milano: luoghi, monumenti, situazioni, per dimostrare che una poesia può anche parlare d’altro che di un Io che scrive e che il verso libero non è obbligatorio. Le trovate tutte di séguito:

La città, di Tommaso Gagliardi: è stata posta all’inizio di questo elenco perché è un’ottima introduzione e abbraccia in versi liberi in po’ tutta la città.

Il monumento a Leonardo: settenari sciolti sulla statua del Genio toscano, vissuto a Milano per lungo tempo e tutt’ora presente sul suo alto piedistallo.

Barcarolle: l’impossibile silenzio notturno sui Navigli, all’irreale ritmo d’un valzer d’altri tempi.

Il castello: il Castello Sforzesco si erge al centro del suo fossato oggi vuoto, ultimo baluardo di medioevo in una città che sta perdendosi di vista. Per questo l’ode è in terzine dantesche.

Il Duomo: chi non ha visto almeno una volta, almeno in fotografia, il Duomo di Milano, terza cattedrale d’Europa? Tutti, no? E chi l’ha cantato in ottave ariostesche? Per ora uno solo.

Amor pennuto: chi parla di monumenti, prima o poi dovrà accennare ai piccioni. Qui, però, essi non sono un problma urbano, bensì protagonisti di una liaison che non vuol partire…

Trompe-l’œil: in quinari, o pentasillabi, si porta al centro della scena un caso particolarissimo d’architettura creativa, poco noto anche ai Milanesi.

Il Palazzo di Giustizia: il biancheggiante colosso è materia più di scherno che d’omaggio, ma è arduo omaggiare la goffaggine di un luogo e di ciò che contiene…

Naturalis Historia: riflessioni sulla Storia della Terra, a tu per tu con i dinosauri del Museo di Storia Naturale.

La Galleria: endecasillabi sciolti su quello che venne a ragione definito il «salotto buono» di Milano.

Milano centrale: canzone in ottave di ottonari sulla Stazione Centrale di Milano. Un modo di augurare buone vacanze.

La Banca Commerciale: sonetto sull’edificio che ospitò per tanti anni la Banca Commerciale Italiana. Sito in piazza della Scala, è oggi sede delle Gallerie d’Italia.

Piazza Fontana: una poesia su una piazza tristemente famosa e un indovinello da risolvere per i lettori, se ne avranno voglia. Graditissimi i commenti.

San Bernardino alle Ossa: una chiesa forse poco conosciuta, della quale si segnala una cappella più unica che rara.

La Ca’ Brutta: dedicato a un palazzo che ai Milanesi del 1922 non piacque e che è forse il caso di rivalutare.

Il Lazzaretto: endecasillabi sciolti su un edificio che non c’è piu ma che ha fatto la Storia della città ed evoca tante storie vere e letterarie.

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