Per forza di cose si viene al punto in cui, raggruppate le poesie per autori o per temi, ne avanza qualcuna che non si sa ben dove porre… Eccole qui:

Viaggio in compagnia, di Filippo Mairani: inizia e finisce con la medesima parola, ma quel che c’è in mezzo rovescia tutto.

Calura precoce, di Gianluca Berno: versi liberi sul caldo improvviso che attanagliava Milano nei giorni in cui è sono stati pubblicati.

La tempesta, di Gianluca Berno: tre strofe in cui si cerca di sottolineare la descrizione di una scena marinara con il suono stesso delle parole impiegate per tracciarla.

Per te, di Tommaso Gagliardi: di fatto una dedica estrema, un’iscrizione, che ci è arrivata in prosa e abbiamo mandato a capo per farne risaltare ogni parola, come merita certamente.

Notturno, di Tommaso Gagliardi: la scrittura come antidoto e difesa da un silenzio che opprime.

Silenzio abissale, di Gianluca Berno: gli abissi oceanici descritti in settenari, con un certo numero di riferimenti letterari, scientifici e mitici. Chi ha detto che le materie scientifiche e quelle umanistiche debbano essere ambiti separati?

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